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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Paese perduto

Due fratelli, che abitano in città, possiedono in un cascinale isolato una casa di famiglia. Uno dei due ha appena ereditato da un cugino che viveva come un selvaggio nella propria fattoria.

Al loro arrivo, vengono a sapere della morte di una ragazza del paese. Gli ossequi hanno luogo l’indomani. Come nelle antiche tragedie, l’azione si svolge nell’arco di due giornate invernali, nel cuore di montagne deserte.

Gli dei che la reggono sono al tempo stesso grotteschi e terrificanti. Si chiamano Alcol, Inverno, Solitudine. Questi non impediscono, però, che i loro sudditi diano prova di vera grandezza.

Ciò che viene seppellito, in questo romanzo di impronta autobiografica, sono gli ultimi contadini.

E anche la bellezza, di cui non si riesce mai a elaborare il lutto. Tra la vita e la morte, il vissuto e la mancanza, il ricordo e l’oblio.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 gennaio 2020 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , .
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