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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Le unghie rosse di Alina

di Christine von Borries

Giunti – Pagg. 256 – € 16,00 > lo vendo* ad € 6,50 + spese di spedizione

(*) disponibile per fine giugno >  per verificare la reale disponibilità, Clicca QUI  e controlla le Condizioni di vendita

Trama: Un nuovo efferato delitto per le quattro amiche Valeria Parri, Pm alla Procura di Firenze; Erika Martini, ispettore di polizia; Giulia Gori, giornalista e Monica Giusti, commercialista.

La vittima è una giovane e bellissima prostituta russa, trovata morta nel fiume. Ma quello che potrebbe sembrare il gesto di un balordo rivela una vicenda complessa che affonda le radici nella Firenze più altolocata, disposta a tutto pur di soddisfare i desideri più urgenti: come quello di avere un figlio, a ogni costo.

E stavolta le quattro amiche arriveranno così vicine alla verità da mettere a rischio perfino le proprie vite…

Letto da: Paolo

Opinione personale: Questo libro l’ha acquistato Rok e lo schema ricorda molto Le donne del club omicidi di James Patterson.

Si legge bene, tuttavia la parte finale non mi ha soddisfatto molto per la dinamica degli eventi e per la capacità di alcune amiche di cacciarsi in situazioni ad alto rischio (prevedibile).

Abituato a leggere gialli, soprattutto italiani, dove il personaggio principale è un commissario incapace di gestire le donne e la vita sentimentale in genere, qui mi sono trovato con 4 donne con relazioni instabili o gestite male.

Non se ne esce … degna di nota quella che interrompe ogni contatto con il poliziotto che frequenta perchè al telefono di casa ha risposto una domnna, il che secondo lei equivale ad avere una moglie.

Non un’amica, una sorella, una cognata o chi vuoi tu… tipico equivoco che si vede nei film tipo Inga Lindstrom, dove un malinteso che si potrebbe spiegare con una semplice domanda innnesca un turbinio di situazioni.

La trama regge abbastanza bene, ma l’epilogo è quello che è… nella mia classifica personale gli assegno un Medio.

Nota a margine.

Ho notato un paio di errori, non di refusi, che probabilmente sono sfuggiti all’autrice, ma anche a chi ha controllato il testo.

Errori che secondo me non dovrebbero capitare, come mi aveva confermato a suo tempo Michela Martignoni, co-autrice di Ciak si uccide.

Trascrivo di seguito la mia interpretazione al testo pubblicato in calce:

L’ispettore Nistri dice: “Scusate se vi interrompo”

ed il commissario Giani gli risponde: “Di’ pure Riccardo”

ed a questo punto inizia un discorso che secondo me è fatto dall’Ispettore Nistri e che si conclude con una richiesta “Vorrei che l’ispettore Nistri presenziasse all’autopsia…”

Nistri parla di sè in terza persona? Dubito…

Nel proseguo della lettura del libro, ci sarà un’altra incongruenza nella quale si cita il patologo Nistri, che in realtà è un ispettore, mentre il patologo è la D.ssa Martina Romoli.

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