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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

La blogger recensisce un libro, l’ufficio stampa la insulta

La vicenda è sicuramente nota ai più e viene spiegata al meglio in questo articolo di Open,online che poi ha scavato ulteriormente scoprendo anche alcune situazioni a dir poco anomale.

Mi sono fatto un giro tra i post dei colleghi Blogger in merito a questa vicenda e mi pare che si sia fatto fronte comune non solo contro gli insulti dell’Ufficio Stampa le cui scuse lasciano molto a desiderare, ma anche sull’atteggiamento nei confronti dei Blogger, che “non si credono la Rai”, ma sono dei lettori che dicono la loro sui libri letti.

E’ anche vero che alcuni Uffici Stampa hanno una visione distorta delle cose: Ti regalo un libro ergo la recensione deve essere positiva.

Ci sono delle eccezioni, naturalmente, ma spesso i blogger sono meno marchettari di molti giornalisti che invece vengono citati quale punto di riferimento tanto è vero che più volte ho letto su testate giornalistiche delle recensioni Copia & Incolla che sembrano più comunicati stampa delle case editrici che il risultato della lettura del titolo in questione.

Leggi anche il post di Serial-Escape che pone una domanda ben più che logica:

“Mi chiedo adesso quale autore vorrà collaborare e pagare i servizi di un ufficio stampa che dovrebbe sapere come promuovere degli scrittori ma si è inimicato una fetta importante della comunità di lettori online in Italia”

Ho scritto all’Ufficio stampa dopo le scuse (discutibili), anche se si scusano genericamente con le donne, ma non con l’unica che hanno veramente insultato:

 

Ieri ho avuto anche un rapido scambio via IG con l’autrice del libro:

paoblog_net:  Giusto dissentire da una critica comunque argomentata, ma sarebbe stato altrettanto giusto dissociarsi dalla volgare risposta dell’ufficio stampa. Se si hanno argomenti per dissentire, gli insulti non servono. Ed una donna dovrebbe indignarsi a maggior ragione se gli insulti sono sessisti.

a.b.chicca: @paoblog_net credo che dopo aver provato un sequestro, 9 violenze sessuali e lo stalking credo che questo sia sessista. La violenza psicologica e strumentale non ha colore, sesso, razza ed etnia. Qui ne sta diventando un banale dibattito fra sinistra e destra e non permetterò che ancora una volta si strumentalizzi la mia storia come la mia persona. Perché tutto questo è fuorviante. Grazie mille e buona giornata

… ma ho mollato il colpo perchè non mi è piaciuto l’impostazione della risposta che ha spostato il tutto sulla politica, cosa che peraltro non aveva fatto Daisy nella sue recensione, ma l’Ufficio stampa dandole della fascista. Su che basi, poi? Mah.

Successivamente l’autrice ha detto di dissociarsi da quanto detto dall’Ufficio stampa, tuttavia i commenti mi sono sembrati fuorvianti, in quanto le vicende personali dell’autrice non sono mai state messe in discussione, ed inutilmente aggressive nei confronti di chi aveva espresso un’opinione critica, ma civile: “….denuncio io per diffamazione!… Attaccate un’altra persona perché io denuncio direttamente senza renderlo pubblico!”

(Vedi in calce la trascrizione dei commenti pubblici scritti su IG).

Per qual che mi riguarda è capitato che qualche casa editrice mi regalasse un libro per recensirlo sul Blog, ma si contano sulle dita di una mano; i libri preferisco comprarli e, come lettore, scrivere un’opinione personale, civile ed argomentata che può piacere o meno.

E la definisco Opinione personale, e non recensione, a ragion veduta, perchè è tutto soggettivo, come ben spiega questo commento di Loredana:

Ieri io e Marina abbiamo espresso due opinioni molto divergenti a proposito de “Il cardellino” della Tart: io l’ho respinto, lei l’ha apprezzato. E l’abbiamo fatto nel massimo, reciproco rispetto delle nostre due diverse individualità. E quindi? E quindi si può fare!

Nel corso degli anni ho parlato bene e meno bene di libri, mi hanno scritto autori, anche di peso internazionale, e l’approccio alla critica è sempre stato rispettoso e stimolante per entrambi:

“Aspetto altri suggerimenti sugli altri miei lavori, sono sempre bene accette le ‘critiche’, più che i complimenti.” (cit. Fabio Beccaccini – Sushi sotto la Mole)

“Ho apprezzato nel tuo blog, nel quale sono capitato per puro caso, la lucida e onesta analisi del libro, indipendentemente dal tuo giudizio.” (Cit. Paolo Parpaglia – Quasi colpevole)

Non tutte le ciambelle riescono con il buco ed infatti ho avuto poi una discussione con un autore italiano esordiente incapace di accettare la critica negativa, perchè secondo lui “era una mancanza di rispetto nei confronti di chi aveva scritto il libro”.

Io rispetto il lavoro di chiunque, ma ritengo di poter dire la mia in totale libertà; scorrettezza sarebbe scriverne negativamente senza motivare il tutto cosa che non faccio mai.

Ma con il metro di giudizio di questo autore la critica negativa è bandita a prescindere, visto che dietro ad ogni prodotto vi è il lavoro di qualcuno.

Così come un prodotto (sia un libro o qualsiasi altra cosa) può non piacere a tutti (e viceversa), è altrettanto lecito che la mia opinione possa essere condivisibile o meno, ma rispettata in quanto tale.

Seguono i botta & risposta letti su Instagram.

elipensa: @a.b.chicca un dibattito tra sinistra e destra? Quindi si può parlare di sessismo solo in caso di violenze? Se fosse stato un uomo avrebbe avuto lo stesso trattamento? Chi l’ha buttata in politica? La lettrice no di certo. Proprio non capisco come ci si possa lavare le mani in questa maniera e dall’altra parte trattate temi così delicati. Come non può non dissociarsi da tali insulti?

a.b.chicca: @elipensa non le permetto di dare ulteriormente giudizi di valore ulteriormente. Specie perché giovedì ero in procura a metterci la faccia su un caso di abusi sessuali su una minore a svantaggio del padre. Adesso basta davvero. Non mi lavo le mani da nulla anzi adesso faccio io dei simpatici screenshot e denuncio io per diffamazione! Tutti leoni da tastiera vorrei vedere quanti di voi attaccherebbero in faccia! Un po’ di rispetto verso chi stava morendo di pancreatite acuta ad agosto scorso pur di combattere la corruzione dei Mancuso di Limbadi che sono dietro a tutto. L’ufficio stampa ne risponderà per se stesso io a momenti ci rimetto la vita per colpa di altri. Mi dissocio da tutto ciò che è stato scritto e la @lettriceperpassioneblog lo sa. Attaccate un’altra persona perché io denuncio direttamente senza renderlo pubblico!

elipensa: @a.b.chicca guardi che io non ho dato giudizi e ammiro quello per cui combatte, ecco perché mi ero stupita del fatto che non avesse preso le distanze da certe affermazioni. Personalmente, se permette, non mi ritengo un leone da tastiera, perché come dice anche lei, bisogna saper distinguere. Quindi questa cosa che mi voglia denunciare per diffamazione fatico a comprenderla anche se immagino che sia esasperata dalle persone che, troppo spesso, esagerano dietro ad una tastiera.

a.b.chicca: @elipensa non faccio un discorso in generale e non riguarda lei. Sto nel codice rosso e già hanno preso i dati da remoto. Ho rischiato di essere sgozzata due mesi fa e ne ho abbastanza per aver risposto pacificamente.

elipensa: @a.b.chicca purtroppo siamo al delirio, anche questa situazione ci fa prendere coscienza di che piega abbia preso una parte di società, ma serve sempre speranza e denuncia. Fortunatamente il mondo è anche tanto altro

issy.bianca: Scusi ma in che modo sta diventando una lotta tra sinistra e destra? Una ragazza scrive una recensione, l’ufficio stampa la insulta dicendo che ha “le ragnatele nella fica”. Le sono vicina per gli orrori subiti e me ne dispiaccio, ma mi aspetterei almeno una presa di distanza da questo ufficio stampa. Mi dispiace che rifiutandosi lei stia aggravando una situazione in cui purtroppo non ha colpe, ma così facendo perderà altri potenziali lettori, io in primis, sebbene sia molto incuriosita dalla sua pubblicazione.

piccolimomentidiecstacy: Salve! Non mi conosce, ma ci tengo a precisare due cose: in primis un libro non si analizza, non lo facciamo noi lettori. Noi lettori leggiamo, e la lettura – lo saprà bene lei da scrittrice – è puramente soggettiva, e noi blogger, bookinfluencer, abbiamo, sì il compito di leggere, ma anche di esprimere la nostra pura e sincera opinione.

Mi perdoni, ma non credo che possa dissentire da un parere se paragoniamo il suo lavorato ad un figlio (e sono certa essere il paragone corretto), lei non può dire che suo figlio è bello oggettivamente, quello spetta a noi comuni – mort-…. – lettori, ed essendo soggettiva, capirà bene che il suo lavoro può essere apprezzato come no.

Per cui, dissento dal suo commento, e se posso dire altro, avrebbe fatto una figura migliore se si fosse esposta prima e con maggiore comprensione verso la ragazza, la quale aveva solo il compito di esporre il suo parere personale, non un’analisi, che non doveva mica fare una tesina scolastica ed invece è stata ripetutamente attaccata da un incompetente che le ha dato della fascista, fica in disuso dagli anni 90 e altro che non sto qui a dire.

E se mi permette ulteriormente, mettere un link di un’altra recensione a qualsiasi cosa sia, è come dare della cretina all’altra, perché ovviamente è Deasy che non ha capito un tubo del suo libro.

Se lo lasci dire ulteriormente: non abbiamo bisogno di “capire”, abbiamo bisogno che un libro ci prenda, ci faccia vivere, ci tenga segregati in casa per giorni e giorni, in balia di sentimenti che forse non sono comprensibili a tutti, ma che solo i lettori quelli veri riescono a capire. Sicuramente col suo libro non è accaduto tutto questo e nessuno ha detto che è una ciofeca. Detto ciò, la saluto con immenso rispetto, e spero che molti altri apprezzeranno il suo scritto.

timelesshopefulreader: Un libro può essere bello e brutto, scritto bene o scritto male, a prescindere dal tema trattato. Non è che perché un libro tratti un tema pesante, allora deve essere per forza di cose bello e debba piacere a tutti. Invece di dire che @lettriceperpassioneblog parte da un punto di partenza sbagliato, facendo un’analisi sbagliata, dovrebbe accettare le critiche negative e costruttive e ricavare il meglio da esse. La bellezza di un libro è soggettiva ed è assurdo doverlo spiegare ancora nel 2020. Detto ciò, mi dispiace molto per le violenze che ha subito, ma questo non le assicura che il libro possa piacere a tutti.

 

 

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