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Un libro: Uomini di poca fede

Adorare è sempre sembrata una parola forte a Lyle Hovde, ma certe giornate di primavera Lyle le adora davvero. Sono quelle in cui prende il pick-up e guida lungo il Mississippi per raggiungere il frutteto in cui lavora, il nipotino Isaac di cinque anni a fargli compagnia con il suo infinito chiacchiericcio.

Isaac è il bimbo di Shiloh, la figlia adottiva di Lyle e della moglie Peg, appena tornata a vivere a casa dei genitori dopo un lungo periodo di lontananza e di ribellione. Era stato difficile separarsi da Shiloh, ed essere di nuovo riuniti sotto lo stesso tetto rende Lyle sereno e riconoscente.

Per questo, quando viene a sapere che Shiloh è diventata seguace di una chiesa radicale e vuole trasferirsi con il piccolo Isaac a vivere assieme al pastore che la guida, Lyle vorrebbe fare il possibile per impedirglielo. Tanto più che i due fondamentalisti – Shiloh e il prete – sembrano avere strane convinzioni legate al bambino, e cioè ritengono che Isaac possieda il dono sovrannaturale di guarire i malati.

Ma come si fa a disapprovare qualcuno che si ama così intensamente?

Di fronte alla figlia che rifiuta il suo sostegno, Lyle si sente impotente. Solo quando il fanatismo religioso minaccerà da vicino la salute del nipote, Lyle si troverà costretto a fare una scelta che metterà a rischio l’intera famiglia.

Nickolas Butler si ispira a un evento realmente accaduto per raccontare una nuova storia ricca di umanità. Il narratore dell’America rurale, ormai diventato scrittore di culto, conferma la sua rara bravura nell’affrontare temi universali trasformandoli in sensazioni concrete, come l’odore della polvere e della benzina, la vista a perdita d’occhio sui campi del Wisconsin, e i solchi profondi che l’amore scava dentro ognuno di noi.

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Questa voce è stata pubblicata il 23 agosto 2020 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , .
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