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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Dieci giorni di silenzio

Niels è un poeta, un giornalista, le parole non sono mai state un problema per lui. Improvvisamente, però, cominciano a sfuggirgli e Niels si trova alle prese con un completo blocco dello scrittore.

Deciso a risolvere la crisi e armato di una buona dose di scetticismo, si iscrive a un «ritiro del silenzio», dieci giorni dedicati alla meditazione nella foresta svedese. Sembrerebbe facile, invece non lo è affatto.

Sin dal primo giorno nel campo buddhista, Lyngsø si scontra con una difficoltà insormontabile a cui nulla lo aveva preparato: svuotare la testa dai pensieri. Nel campo sono banditi telefonini e computer, libri, strumenti musicali, perfino carta e penna.

Stare in completo silenzio, senza poter scrivere e comunicare con nessuno, non sembra uno stato naturale per un essere umano ma si rivelerà, in realtà, il punto di partenza per un viaggio incredibile all’interno di sé, un’esperienza potente che lo condurrà a scoperte radicali.

“Dieci giorni di silenzio” non è solo il racconto di un’esperienza personale dirompente, è anche una sorta di manuale di istruzioni per approcciarsi alla meditazione.

La grande lezione che l’autore ha appreso e che restituisce ai lettori è che la pace interiore non è un premio o un’illuminazione, ma un’abilità da allenare giorno dopo giorno.

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Questa voce è stata pubblicata il 17 novembre 2020 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , .
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