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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Sei al Pronto Soccorso, anziano, solo, sofferente ed arriva lui: lo sciacallo

Giorni fa ho dovuto chiamare il 118 per mio padre, 88enne, che si era accasciato sulle scale; vista la febbriciattola dei giorni precedenti facile pensare al Covid ed il bello è stava proprio andando con mia madre a fare un tampone rapido per scrupolo.

(In ogni caso, negativi entrambi)

Dopo una ventina di minuti è arrivata l’ambulanza e non è stato facile districarsi con questi 90 kg abbandonati a peso morto sulle scale, tanto è vero che ho aiutato i soccorritori nelle manovre necessarie, seguendo le loro indicazioni.

Alla fine, faticosamente, siamo riusciti a metterlo sulla barella e poi sull’ambulanza dove gli hanno preso i primi parametri.

Così come raccontavo giorni fa, notevole la gentilezza dei soccorritori che gli parlavano con dolcezza, tranquillizandolo, ma purtroppo se sulle ambulanze ci sono professionisti caritatevoli, altrove non è così.

Speravamo fosse possibile portarlo alla Multimedica di Sesto S.G. dove siamo già stati altre volte (vedi ultimo infortunio), ma la Centrale lo ha dirottato sul PS Città Studi (ex Santa Rita) dove hanno riscontrato una grave infezione alle vie urinarie con possibili complicazioni, oltre che ad una costola incrinata, dovuta probabilmente a quando si è lasciato andare sulle scale.

In serata un medico ha telefonato a mia madre per aggiornarla in merito ed ha poi chiamato me a mezzanotte.

Grazie al Covid nessuno può stare accanto al familiare malato, ma neanche in sala d’aspetto, per cui sono graditi i toni pacati e gentili per raccontare una situazione che richiede molta attenzione.

Nella serata la febbre è aumentata ad oltre 39 e visto che erano in attesa di un tampone lo hanno isolato sotto ossigeno, con flebo di antibiotici.

Isolato da molti, ma non da uno sciacallo che per forza di cose dev’essere interno, visto che al PS non fanno entrare nessuno.

E quindi gli hanno rubato il bancomat, facendo poi 3 prelievi alle 7.57 del sabato e della domenica; non chiedetemi del Pin, non ne so nulla.

Resta il fatto che in questo Pronto Soccorso si aggira un ladro, ma se in tempi non Covid negli ospedali si va avanti ed indietro, oggigiorno i protocolli Covid limitano il passaggio solo ai sanitari ed inservienti, per cui va da sè…

Fa rabbia che i medici siano stati bravi, telefonandoci più volte, anche di notte, per aggiornarci e poi ti frega proprio chi, per mestiere (scelto) lo deve accudire.

Il ringraziamento alla parte sana della categoria, resta valido, ma allo sciacallo ho inviato un augurio preciso.

Domenica sera mio padre stava un pochino meglio per cui ha notato l’Sms della banca relativo ad un prelievo ed ha chiamato mia mamma, che ha chiamato me; causa indisponibilità del servizio ci ho messo mezz’ora, ma sono riuscito a vedere i movementi sul c/c ed a fare 2+2 e bloccare subito il bancomat.

A quel punto ho detto a mia madre di chiamare il centralino per informarli della cosa, chiedendo che mettessero sotto chiave gli effetti personali di mio padre, in attesa che andassimo a ritiriraali, cosa che abbiamo fatto ieri mattina.

Mia mamma al momento della consegna degli effetti personali ha parlato con la caposala che era dispiaciuta del fatto e le ha detto che farà anche lei una denuncia alla Direzione perchè certe cose non devono succedere.

Non devono succedere, vero, tuttavia ieri l’infermiere (molto gentile, a difefrenza della maggioranza) aveva detto a mio padre di stare attento che “qui rubano le cose” (non solo soldi, ma anche orologi, ecc.) per cui vien da pensare che l’andazzo sia noto, ma per contro ci sia scarsa vigilanza.

Ho raccontato la cosa agli amici ed ho ricevuto moltissima solidarietà ed un paio di considerazioni:

Luca: Te come stai? Non so come fai a non dare di matto…

Alessandra: anche tu una bella lotta … sempre sotto pressione ….

Alla domanda come sto, di primo acchito ho risposto dicendo che: non trovo un termine calzante … Riassumendo. Il 2021 e’ stato un anno di M. per la maggioranza. In ambito familiare e’ finito “non bene” vista la diagnosi di Rok ed e’ iniziato peggio. Anche il piu’ tosto, caratterialmente parlando, si esaurisce.

Al di là dell’accumulo di tensioni, vuoi per il lavoro, per quasi 1 anno di pandemia che ho retto con razionalità, ma alla fine anch’io sono fiaccato dalla situazione, poi le vicende di Rok, mia mamma che ha i suoi acciacchi ed infine l’anno che è iniziato con l’infortunio di mio padre, è ovvio che questa nuova doppia tegola l’avrei evitata volentieri ed ancor di più mio padre.

Camminando verso casa di mia mamma, per andare a pranzo, “costringendola” con la mia presenza a mangiare a sua volta, mi sono soffermato sul mio stato psicofisico e l’unico termine che mi è venuto in mente è: Esausto. 

Una sola parola che racchiude tutto.

Poi volendo allargare il discorso, di parole ne potremmo aggiungere tante altre, ma non serve neanche stare lì a scriverle una ad una…

 

 

 

 

 

 

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