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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: V2

di Robert Harris

Mondadori – Pagg. 360 – € 20,00 *

(*) Qui cade a fagiolo il post dove racconto il passaggio dal libro cartaceo a quello digitale. E quindi la possibilità di acquistarlo ad € 10,99 invece che € 20,00, anche se poi io l’ho preso in offerta ad € 2,99, risparmiando 17 € sul cartaceo.

Trama: Novembre 1944. L’ingegnere tedesco Rudi Graf si trova in una cupa cittadina sulla costa olandese occupata dai nazisti per sovrintendere al lancio dei missili V2 su Londra. Nessuno meglio di lui conosce quelle macchine mortali. Fin da bambino ha sognato di inviare un razzo sulla luna. Invece, con il suo amico Wernher von Braun, ha contribuito alla creazione di quest’arma sofisticatissima, capace con la sua testata da una tonnellata di viaggiare a tre volte la velocità del suono.

Disilluso e preoccupato, Graf deve obbedire: Hitler ha ordinato la fabbricazione di diecimila missili e nessuno può fermare il suo tentativo disperato di evitare la sconfitta. Kay Caton-Walsh, ausiliaria dell’aeronautica militare britannica, è scampata per poco all’orrore dell’esplosione di uno di questi brutali strumenti di terrore civile e, armata solo di un regolo calcolatore e delle tavole dei logaritmi, partecipa con altre donne a una missione in Belgio, da poco liberato dai tedeschi, finalizzata a localizzare e distruggere le basi di lancio dei V2.

In una corsa contro il tempo, le vicende dei due protagonisti viaggiano in parallelo su fronti opposti. Ma in guerra è difficile capire di chi ti puoi fidare. In questo nuovo romanzo ricco di dettagli storici, personaggi reali e grande atmosfera, Robert Harris torna a raccontare al lettore una delle pagine meno esplorate della Seconda guerra mondiale.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Di Robert Harris ho già letto molti libri, sui quali spiccano Fatherland e Pompei; V2 non mi ha deluso e nella mia classifica personale ottiene un Buono (4* su Kobo).

La storia scorre bene, i personaggi sono credibili, tanto è vero che Kay Caton-Walsh è ispirata ad una persona realmente esistita, fermo restando le libertà prese dal romanzo, ma non a livello storico dove l’accuratezza è quella cui Harris mi ha abituato.

Il finale mi è sembrato un po’ troppo rapido e manca un epilogo che avrei gradito, ma in ogni caso le note dell’autore compensano questa fretta nel concludere.

Sicuramente consigliato agli amanti del genere.

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Questa voce è stata pubblicata il 19 agosto 2021 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni.
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