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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Notte al Brennero

di Lenz Koppelstätter

Corbaccio – Pagg. 339 – € 8,99 (ebook)

Trama: Il passo del Brennero: un luogo incastonato nelle Alpi e carico di storia, dove hanno soggiornato scrittori, statisti, commercianti, e dove oggi transitano veloci le merci e i turisti che vanno dall’Italia in Austria e viceversa.

Un posto tranquillo, come del resto è tutto l’Alto Adige. Eppure, proprio qui il commissario Grauner e il suo collega napoletano Saltapepe si trovano di fronte a un omicidio raccapricciante. Un anziano del posto viene trovato brutalmente assassinato. Era una persona molto riservata, l’unico svago una partita a carte al bar. Nessuno sa molto di lui, nemmeno i compagni di gioco. O forse sanno qualcosa e non vogliono parlare, finché un altro giocatore non scompare senza lasciare traccia…

Le indagini conducono l’ispettore nei meandri più oscuri della storia locale, e anche della storia personale di Grauner: il ritrovamento di una vecchia valigia, infatti, sembra collegare il caso con la morte dei genitori del commissario barbaramente uccisi nel loro maso tanti anni prima, un doppio delitto rimasto senza colpevole. Il Brennero è un posto tranquillo, ma la quiete della sua notte è una quiete ingannevole…

Opinione personale: E’ il terzo libro che leggo della serie con il Commissario Grauner, dopo Omicidio sul ghiacciaio e Il silenzio dei larici e si conferma il giudizio dato in precedenza con un nota positiva aggiuntiva ovvero l’adattamento dell’ispettore napoletano Saltapepe.

Nell’opinione del primo libro scrivevo: “l’ispettore Saltapepe … è piuttosto fastidioso, a livello umano, con il suo rifiuto verso la montagna e le sue dinamiche, sino ad essere autolesionista, perchè andare sui campi da sci con le “scarpe da tennis” in dicembre è folle.”

In quella del secondo libro: “l’ispettore Saltapepe resta fastidioso, ma in misura minore.”

Ora finalmente l’ispettore sembra essersi adattato; d’altro canto sarebbe ora di capire che riconoscere la bellezza dell’Alto Adige e dei suoi usi & costumi, non significa rinnegare l’amore per la propria terra d’origine.

La storia è abbastanza cupa, ma la lettura è piacevole, al solito, ma purtroppo non riesco ad approfondire al meglio l’opinione in quanto il superlavoro di queste settimane mi costringe a differire continuamente la scrittura della “recensione” ed alla fine perdo dei pezzi.

Nella mia classifica personale gli assegno un Buono (4* su Kobo)

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Questa voce è stata pubblicata il 29 aprile 2022 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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