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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Disconnessi e felici

Attraverso un’indagine psicologica e numerosi semplici esempi di situazioni quotidiane, Disconnessi e felici ti offre strumenti chiave per uscire dall’isolamento sociale in cui questa dipendenza ha rinchiuso molte persone, per smettere di vivere la vita attraverso uno schermo.

Lo sapevi che oggi una grossa fetta della popolazione soffre di nomofobia, cioè la “sindrome da disconnessione”, la paura di rimanere disconnessi o comunque di non avere a disposizione il cellulare?

La dipendenza da smartphone sta diventando un fenomeno preoccupante, soprattutto (ma non solo) tra gli adolescenti.

Quante volte vediamo ragazzi mangiare in gruppo, ognuno concentrato sul proprio smartphone, o persone che camminano per strada come automi, con lo sguardo fisso sullo schermo?

Leggi anche: Sarebbe bello se, nelle sale d’attesa, potessi vedere ancora…

Per non parlare poi di chi dorme con il telefono acceso accanto al letto e magari di notte si sveglia per controllare se ci sono messaggi…

Incontri tra amici infestati dal suono costante dei telefoni, persone che ignorano gli altri per guardare il loro cellulare, che senza rendersene conto passano ore sui social network, che si sentono perdute semplicemente perché non hanno copertura o connessione alla Rete…

Disconnessi e felici consente di fare un passo indietro a livello tecnologico per poterne fare tre in avanti a livello umano, ritrovando libertà e relazioni sociali molto più appaganti.

Nota di Paoblog: Oggigiorno temo sia impensabile essere disconnessi 24 ore al giorno, il che non vuol dire essere connessi 24 ore al giorno.

Io ad esempio alle 21.30 tolgo la connessione e la riattivo la mattina alle 6.00, quando mi alzo; in determinati momenti tolgo le notifiche dei Social e quindi non mi trovo nella condizione, per me assurda, raccontata da Daria Bignardi della quale ho scritto sul Blog nel post: Difficile leggere un libro a letto, la sera? Sarà…

Scriveva la Bignardi: A letto con un buon libro da leggere? E’ sempre più difficile, ai tempi dei telefonini che “cinguettano” (ovvero a causa di Twitter.) …

Tuttavia, devo essere io a dirlo?

Forse sarebbe sufficiente togliere la connessione al cellulare ad un certo punto della giornata oppure così come dovresti spegnerlo al cinema, a teatro ed in teoria al ristorante 😀 quiindi perchè non farlo quando leggi un libro, tanto più a letto, la sera?

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