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4 alberi per il Nepal

Ho fatto mia questa citazione ed agisco di conseguenza: “Consumiamo tutti risorse. La differenza è che qualcuno sceglie anche di rigenerarle.“

E quindi con questi arrivo a 60 alberi.

Come sempre uso parte delle cedole degli investimenti per fare qualcosa per l’Ambiente o per il prossimo.

Come spiegano su Treedom: “Nel cuore dell’Himalaya, gli alberi diventano una risorsa preziosa per il territorio e per chi lo coltiva. Questo kit riunisce quattro specie che contribuiscono a migliorare la fertilità del suolo, sostenere la biodiversità e valorizzare l’agricoltura locale.”

In genere prediligo alberi che garantiscano un assorbimento importante di CO2, ma in questo caso, essendo un pacchetto predefinito, prendo quello che c’è; in ogni caso sono alberi che aiutano il sostentamento delle popolazioni locali e la tutela del terreno e dell’ambiente.

Nello specifico si tratta di questi alberi:

Il Khanyu è il nome nepalese di questa specie di Fico Selvatico tipico di questo territorio. Può crescere fino a 10 metri di altezza e sviluppa una chioma molto fitta che lo rende un albero ideale anche per dare ombra ad altre specie e con le sua radici profonde aiuta a stabilizzare pendii e terrazzamenti. I suoi frutti sono commestibili, ricchi di fibre ed ha anche proprietà medicamentose. Nei suoi primi 10 anni di vita assorbirà 100 kg. di CO2.


Il Nimaro arricchisce il terreno con la sua abbondante biomassa e produce frutti che possono integrare l’alimentazione delle famiglie. E’ un albero sempreverde che cresce fino a 12 metri di altezza. Spesso ha più di un tronco, ognuno con un diametro di 15 cm al massimo. I suoi frutti, che crescono vicino al tronco, sono grandi fichi che diventano di un rosso intenso quando sono maturi. Sono commestibili e vengono adoperati anche per usi officinali, per questo viene piantato. Il nimaro cresce esclusivamente nelle foreste e nelle valli ad alta umidità, principalmente nel sud-est asiatico e in Cina, ma anche in gran parte del Brasile. Nei primi 10 anni di vita assorbirà 100 kg. di CO2.


Il Gelso Bianco produce frutti nutrienti e foglie utilizzate come foraggio. Le sue foglie sono l’unico cibo di cui si nutre il baco da seta e la diffusione del Gelso Bianco in Occidente è legata proprio alla produzione di seta. La storia vuole che i primi germogli di questo albero siano stati portati a Costantinopoli nel VI secolo d.C. da alcuni monaci provenienti dal Monte Athos, in Grecia, nascosti in una canna di bambù insieme ai famosi bachi da seta. Nei primi 10 anni di vita assorbirà 100 kg. di CO2.


La Leucena è un albero alto dai 3 ai 20 metri, con un diametro del tronco che varia tra i 20 e i 50 centimetri. Tollera i climi freddi, ma non il gelo, ed è spesso coltivata in aree disboscate per la sua capacità di propagazione e diffusione. Viene piantata per il controllo dell’erosione del suolo, per le sue funzioni azotofissatrici, fertilizzanti e ombreggianti e come barriera frangivento ai limiti delle colture di alberi da frutto. Nei primi 10 anni di vita assorbirà 300 kg. di CO2

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Questa voce è stata pubblicata il 17 agosto 2026 da in Ambiente: il bosco del Blog con tag , , , , , , , , , , , , , , .

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