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Aiuti di Stato alla Fiat?

Una volta tanto concordo totalmente con Calderoli, quando afferma, in merito agli aiuti alla Fiat che ” Non si possono condividere i debiti e tenersi gli utili”.

Ogni volta che la Fiat, per errori della dirigenza, crisi del mercato o quel che è, ha un problema fa ampio ricorso alla Cassa integrazione, ammortizzatori sociali ed aiuti dallo Stato in varia forma. Quando gli utili sono straordinari, quando il titolo vola in Borsa, quando Marchionne ha fatto miracoli, non è che abbiano condiviso con lo Stato le loro fortune.

Basta sbandierare la bandiera di 60.000 posti di lavoro a rischio che subito ecco comparire la possibilità di stanziamenti, a fondo perso ritengo, per aiutare la Fiat. Vorrei però capire qual è la differenza con gli operai delle piccole e medie imprese che in Italia sono la vera forza economica.

In azienda siamo in 4. Senza lavoro. Ma di aziende in queste condizioni ce ne sono a migliaia.  Ogni cliente, fornitore o collega con cui parlo in questi ultimi mesi, che abbiano 10, 50 o 100 dipendenti, dice la stessa cosa. E’ difficile, molto difficile. Ma 50 dipendenti per 1000 aziende fa in ogni caso 50.000 posti di lavoro. Ma per noi, soprattutto se si tratta di piccole aziende, non c’è cassa integrazione, non ci sono aiuti dallo Stato, c’è solo il socio occulto che ci preleva, in forma diretta o indiretta, ben oltre il 50% del guadagno. C’è lo Stato che incassa l’Iva anche se non riusciamo ad incassare il nostro credito. Abbiamo i clienti che, approffittando della loro posizione di forza, ed in barba alla Legge Europea, impongono di fatto allungamenti dei pagamenti, cercando anche di convincerti che ti fanno un favore. (E  non scherzo!)

Ho amici ed amiche che stanno per essere licenziati, ma d’altro canto che ci frega? Non fanno notizia aziende da 10 – 15 – 20 persone che riducono drasticamente la forza lavoro, magari che chiudono, e poi che ci interessa che stiano andando a gambe all’aria proprio le aziende piccole, ma sane, quelle con i bilanci a posto, la vera ricchezza del Paese. Fatti loro.

E sentir dire, da Marchionne mi pare, che l’aiuto alla Fiat avrebbe una ricaduta positiva anche sull’indotto è una bella ipocrisia; vero che se la Fiat sta a galla, ne saranno felici anche i fornitori che lavorano per loro, anche se considerando la crisi profonda non dell’auto, ma dell’intero comparto produttivo, di fatto creerà poco lavoro (e quindi reddito) per queste aziende dell’indotto.  Quindi la Fiat sopravvive, e gli altri?

Leggevo che nel 2006 mi pare la Juventus ha avuto 21 milioni di perdite subito ripianati da un’iniezione di fondi da parte dei soci. Ah, quindi i soldi per finanziare il giocattolino ci sono, quelli per aiutare la Fiat no. Sembra un discorso “terra terra”, tuttavia quando nelle piccole imprese c’è una mancanza di liquidità, (magari causata proprio da queste grandi aziende che non rispettano i pagamenti) sono i soci a versare il necessario per tenere a galla l’azienda. Alla Fiat no, a quanto pare. Siamo forse noi i soci della Fiat? Ci hanno mai dato dei dividendi?

Mi chiedo anche un’altra cosa. Perchè ogni volta che capita qualche intoppo nei pagamenti, una crisi di lavoro, ti senti dire dal dirigente e/o “esperto” di turno: “è il rischio d’impresa” e quando capita qualche intoppo a loro, ecco che sono subito lì a tendere la mano. Quindi il “rischio d’impresa” è solo per gli altri.

Forse non tutti sanno che:

In Italia, le medie imprese hanno effettivi compresi tra 50 e 249 persone. Le piccole imprese hanno effettivi compresi tra 10 e 49 persone. Le micro imprese hanno effettivi comprendenti meno di 10 persone.

In Italia, le PMI sono oltre 4 milioni pari al 99,9% di tutte le imprese. L’81,7% degli addetti è occupato nelle PMI. Le micro imprese da sole sono il 94,9% di tutte le imprese e occupano il 48% del totale degli addetti.

P.S. Una piccola informazione per i sindacati. Sarebbe il caso di ricordare che non solo i “lavoratori dipendenti” soffrono per la perdita del potere d’acquisto causato da inflazione, crisi, ecc. Anche noi piccoli e piccolissimi imprenditori andiamo a fare la spesa, compriamo i vestiti, paghiamo il canone Rai o la tassa sui rifiuti. Ormai tutti usano la parola “imprenditore”, ma ricordiamoci che essere imprenditore non è sinonimo di esere milionari (in Euro), di non fare un cippa tutto il giorno, sfruttando le masse operaie. E’ sufficiente che arrivi il conguaglio della bolletta del gas, magari abbinata al rinnovo della polizza auto ed ecco che la “fine mese” diventa ugualmente problematica. Capiamoci, imprenditori che agiscono male nei confronti dei dipendenti ce ne sono, non è una categoria di puri, per carità. Così come ci sono dipendenti “fannulloni”. Il marcio sta su entrambi i fronti, ma proprio per questo cerchiamo di non fare di tutta un’erba un fascio. Le persone a posto, corrette, che fanno il loro lavoro onestamente e nel rispetto reciproco, che siano dipendenti oppure imprenditori, hanno gli stessi problemi quotidiani, checchè se ne pensi. 


6 commenti su “Aiuti di Stato alla Fiat?

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  6. Bosch
    28 gennaio 2009

    Giusto. Se poi consideri che la fiat ha le fabbriche in Polonia ,Brasile etc,cosi’ poi, quando vendono, i soldi vanno tutti fuori,(compreso quello che va alle cayman,Bahamas,etc), e poi vuoi gli aiuti? ma fai lavorare la gente in Italia se vuoi essere aiutato,no?

I commenti sono chiusi.

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