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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Le inefficienze altrui, causano danni …

il sottotitolo potrebbe essere: ” i furbetti della telecomunicazione”.

Nel mese di ottobre in azienda abbiamo deciso di staccarci da Telecom, passando ad un altro gestore che ha poi provveduto a fare tutta la parte burocratica necessaria; a fine dicembre tutto era operativo e, sorpresa, abbiamo ricevuto le fatture di “gennaio-febbraio 2009” inerenti a 3 delle linee già staccate.

A quel punto è stato necessario fare la raccomandata di rito, chiedendo il rimborso immediato di quanto pagato, come direbbe la logica.

Hai incassato dei soldi non dovuti, ti viene segnalato (anche se dovresti vederlo da solo…), rimborsi l’utente. Invece no. Abbiamo ricevuto una comunicazione che attestava che avevamo ragione, tuttavia il riaccredito sarebbe stato fatto entro 90 giorni.

Perchè dopo 90 giorni? Perchè non subito? Perchè la legge consente questa disparità di trattamento a secondo di “chi” deve i soldi a “chi”?

Ora, la loro inefficienza (o furbizia?) causa molteplici danni. Innanzitutto si prendono dei soldi non dovuti, poi è necessario spendere soldi per le raccomandate, bisogna poi tenere sempre sott’occhio la faccenda per vedere se si risolve ed infine bisogna attendere 90 giorni per il rimborso.

E ci va bene che sono solo 90.

Un paio d’anni fa la Telecom aveva attivato un piano dedicato, decisamente oneroso, (si parlava di alcune centinaia di €), senza chiedere ed una volta preso atto che vi era stato un disguido interno, ci comunicavano che il rimborso sarebbe stato scalato dalle bollette ed infatti ci sono voluti 6 mesi prima di tornare a pari.

Onestamente mi chiedo come mai i disguidi delle compagnie telefoniche, della banche, delle assicurazioni, ecc, siano sempre a nostro discapito.

E’ mai possibile che non capiti almeno una volta che un loro errore comporti un vantaggio per noi utenti?

E se mi accreditate troppi soldi sul c/c, non preoccupatevi, che in 6 mesi ve li restituisco, ovviamente a tasso zero, come fate voi.

Ulteriore esempio, le multe sbagliate.

Due anni fa è arrivata una multa all’auto aziendale, per divieto di sosta. Spese di notifica 11 € + la multa di 68. A prescindere che 11 € per spedire una multa è un ladrocinio, fingo che mi stia bene. Ma quando leggi il verbale e vedi che citano la tua targa ed un modello di auto che non c’entra nulla e capisci che la multa non è la tua, allora ti girano.

Ed a quel punto nuova raccomandata, per fare ricorso al Prefetto, sperando che altri disguidi burocratici non ti inguaino di più. Basta vedere quante cartelle pazze arrivano, ad esempio, per il bollo auto.

Senza dimenticare che per colpa di un vigile distratto, l’automobilista che ha commesso l’infrazione la passa liscia e quello che non ha fatto nulla, al solito, è cornuto e mazziato.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 9 marzo 2009 da in Consumatori & Utenti con tag , , , .
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