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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un ambulanza alle spalle

Quando sono nel traffico cittadino, trovo alquanto angosciante vedere nello specchietto retrovisore le luci blu lampeggianti che, accompagnate dall’urlo della sirena, annunciano il sopraggiungere di un’ambulanza e, in seconda battuta di un altro veicolo di soccorso.

L’ambulanza mi tocca in prima persona in quanto ben ricordo quando alcuni anni fa ero in strada ad aspettare che arrivasse per soccorrere mia madre che aveva avuto un malore decisamente serio. Finalmente l’ho vista arrivare e gli addetti hanno compresibilmente sopportato il mio evidente nervosismo, anzi si sono scusati del ritardo, causato da un ingorgo stradale.

Hanno percorso Viale Monza e chi lo conosce sa bene che causa le auto sempre in doppia fila, così come in altre via milanesi (Via Padova, Viale Jenner, ecc), è assai difficile per un automobilista accostarsi per fare passare il mezzo.

Ieri, verso le 17.30 ero in Viale Marche e sento l’urlo bitonale, immobile, così come le luci, nel traffico dietro di me. Auto incolonnate, senza la minima possibilità di avanzare, in quanto il semaforo era rosso e, in ogni caso, non riuscivamo neanche a spostarci di lato, grazie anche ai soliti imbranati (chiamiamoli per nome) che restavano immobili a prescindere. I colpi di clacson ed i lampeggi servivano a poco, visto che il semaforo era rosso ed avanzare avrebbe causato solo nuove problematiche. Già è difficile passare con il verde… 😦

Scattato il verde noi delle prime file siamo scattati avanti e la maggior parte di noi, una volta attraversato l’incrocio è salita sul marciapiede con mezza macchina… ed alla fine l’ambulanza è passata.

Piccola nota aggiuntiva. Dopo poche centinaia di metri l’ho vista su un largo marciapiede e con l’addetto che si guardava in giro sconsolato. Falso allarme oppure emergenza rientrata? Non so… Però nonostante il marciapiede larghissimo, l’unico pedone ha pensato bene di passare esattamente dietro al veicolo e l’autista, che ovviamente non lo vedeva, essendo in un angolo cieco (ed era pure buio) è stato fortunato a non procurarsi un cliente in loco.

E’ mai possibile che uno non si accorga che c’è un ambulanza, con luci e tutto quanto che sta facendo manovra e passi proprio lì dietro?

Tornando ai problemi dei mezzi di soccorso, accantoniamo il traffico e gli ingorghi. Resta sempre in essere il problema causato a Milano dalla modifica di molti marciapiedi, allargati a dismisura, senza molti ragioni evidenti, visto che non hanno neanche creato una zona mista “ciclisti – pedoni” che avrebbe potuto essere utile. L’unico vero risultato è stato un restringimento della carreggiata al punto tale che in certe vie è sufficiente che ai due lati le auto parcheggiate non abbiano gli specchietti piegati, che diventa difficoltoso il transito.

Se poi si ha la sfortuna di trovare un ciclista (niente contro le 2 ruote 😉 ovvio) si deve procedere ovviamente alla sua velocità, in quanto non vi è spazio per superarlo.

Cito ad esempio alcune vie in zona Greco, M. Gioia, Viale Monte Nero e tante altre. Mi sono sempre chiesto come faccia  a passare, ad esempio, un camion dei pompieri…

Ho trovato in rete alcune foto di marciapiedi milanesi allargati…purtroppo non ho il tempo (ma lo troverò) di fotografare alcuni esempi di viabilità ottusa…

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