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Tonno, se è troppo rosso non mangiarlo

Per quel che mi riguarda la vicenda del tonno addizionato (illegalmente) con monossido di carbonio è storia vecchia, tuttavia  è con piacere che ho visto l’altra sera un servizio in merito di Striscia (vedi link in calce) nel quale tra l’altro si evidenza una faccia di bronzo incredibile dell’importatore del tonno vietato.

Integro il tutto con un recente articolo pubblicato sul sito di Altroconsumo che spiega al meglio il tutto.

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Rosso come un lampone: ecco come appare il tonno trattato con il monossido di carbonio. Non è una leggenda metropolitana, ma una realtà che da qualche anno serpeggia anche sul nostro territorio. Ne avevamo già parlato nel 2006, quando dopo aver prelevato campioni di tonno dal mercato nella città di Milano, avevamo riscontrato alcuni problemi: 4 dei 13 campioni analizzati erano stati sottoposti al trattamento con monossido di carbonio. Ciclicamente il problema, dunque, si ripropone.

Perché viene usato questo trattamento? Anzitutto il monossido di carbonio agisce come batteriostatico, inibisce cioè in parte la crescita dei microrganismi responsabili del deterioramento del pesce. Ma non solo. L’uso di questo additivo esalta la colorazione della carne, mantenendone a lungo un colore rosso vivo.  In poche parole, ne conserva apparentemente il buono stato e il tonno sembra essere fresco, quando fresco non è.

Sebbene il trattamento sia vietato in Europa, il problema della presenza in Italia di pesce al monossido esiste. A dimostrarlo le continue segnalazioni effettuate dall’Italia (e non solo) nell’ambito del Sistema di Allerta Rapido Europeo anche nel corso del 2010: si tratta di tonno e pesce spada provenienti prevalentemente dal Vietnam e dal bacino asiatico.

Qual è il pericolo?
Un trancio di tonno trattato con monossido può apparire fresco, ma non esserlo affatto. Al contrario potrebbe essere contaminato da una quantità elevata di microrganismi pericolosi per l’uomo, che ne rendono rischioso soprattutto il consumo a crudo o contenere quantità eccessive di istamina, una sostanza che può causare reazioni simili a quelle allergiche (eruzioni cutanee, prurito, mal di testa…..) fino ad arrivare a esiti anche fatali, nel caso di soggetti particolarmente sensibili.

Come difendersi?
Osservate molto attentamente il colore del tonno: se è rosso vivo (simile al colore del lampone) è stato trattato con il monossido. Idem per il pesce spada, se le venature che lo caratterizzano sono troppo accese. Non consumate il pesce con queste caratteristiche. Paradossalmente è più sicuro scegliere un filetto di colore più scuro e meno brillante, anche se meno piacevole alla vista.

Fonte: www.altroconsumo.it

Per vedere i due servizi di Striscia la notizia, clicca qui >

1a parte > http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2011_01_lauda10.flv

2a parte > http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2011_01_lauda11.flv


3 commenti su “Tonno, se è troppo rosso non mangiarlo

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  3. esperto
    16 gennaio 2011

    I consumatori sono sempre più esigenti, informati e critici. Richiedono qualità e trasparenza. Garanzie concrete dunque. Ecco cosa ho scoperto:

    Quando il tonno viene abbattuto direttamente sulla nave a -80°C e costantemente stoccato a -60°C la sua qualità non si deteriora come avviene nel fresco o surgelato tradizionale. Questa tecnica è detta SUPERFROZEN.  Un normale tonno surgelato non potrà mai essere rosso se non mediante trattamento con monossido o altri additivi, il tonno fresco invece arriva, di norma, tra le vostre mani dopo 7-8 giorni dalla pesca; inoltre come disposto dalla direttiva CEE 493/92, il tonno deve essere abbattuto prima di essere consumato crudo. Per questo motivo il Superfrozen è  più fresco e gustoso di qualsiasi tonno fresco o surgelato tradizionale, la sua colorazione si presenta come quella di un tonno appena pescato se non addirittura migliore poichè lavorato direttamente sulla nave seguendo le severe procedure giapponesi dette “Taniguchi”.  Anche per questa ragione il tonno Superfrozen viene considerato, da consumatori e chefs, la miglior qualità di sashimi, ma non solo, in Giappone, contrariamente a quanto si crede, la maggior parte di tonno venduto al mitico mercato ittico di Tokio non è fresco ma SUPERFROZEN.

    • Libero da monossido e anisakis free
    • Naturale, buono e bello.
    • A norma con la Direttiva CEE 493/92 per consumo crudo

    In Italia ho trovato questa azienda online http://www.magnificafoods.com/ nota per essere la prima ad aver investito, importanti risorse (garantendo i consumatori) in questa tecnologia, e l’unica in grado di poter concretamente garantire alta qualità e costanza al miglior prezzo, durante tutto l’arco dell’anno. Ma non finisce qui, il prodotto a -18°C mantiene una colorazione superba per molti giorni. Ovviamente questo tonno ha un prezzo più alto di quello visto a striscia la notizia, ma la qualità è superba e sempre stato appena pescato ! più fresco del fresco, io l’ho provato a Ferrara a casa di un amico che fa lo chef privato e devo dire che è una qualcosa di mai visto, le carni sono sode come quelle di un pesce appena tirato su in barca, la colorazione inizialmente rosa diventa più rossa man mano che si decongela (lui l’ha decongelato in acqua e sale come fanno i giapponesi). il sapore è incredibile, saporito, succoso e crudo è eccezionale. Nonostante che il colore sia molto attraente non è color ciliegia/fuxia come quelli taroccati con monossido o coloranti. Amici, abituatevi al colore naturale dei prodotti alimentari e scoprirete un nuovo mondo fatto di gusto e salute.

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