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Dal 1 aprile l’olio extra-vergine di oliva deodorato è legale

Leggo su Il Fatto Alimentare

Dal 1 aprile l’olio extra vergine di oliva non potrà contenere più di 75 mg/kg di  alchil esteri + metil esteri. La questione non è strettamente tecnica, perché il nuovo parametro valuta la qualità e permette di capire come  mai alcune bottiglie di extra-vergine sono vendute a 2,2 – 2,5 euro al litro.

Per capire bisogna fare un passo indietro, e ricordare che pochi mesi fa l’Arpa di Ascoli Piceno analizzando 68 bottiglie di extra-vergine (33 prelevate nei frantoi marchigiani e 35 acquistate nei punti vendita), ha scoperto che un terzo dei campioni comprati nei supermercati si poteva  considerare “fuori norma” per l’eccessiva presenza di alchil esteri ben superiori ai 75 mg/kg e questo non si spiega.

Secondo gli analisti la presenza elevata di questi composti lascia ipotizzare una truffa ai danni del consumatore, perché vuol dire  che le olive prima della spremitura hanno subito “maltrattamenti” (schiacciature, ammaccature, processi di fermentazione…) oppure sono rimaste troppo tempo nei piazzali sotto il sole in attesa della spremitura ( un problema che si riscontra soprattutto in Andalusia (Spagna), dove si produce una quantità elevatissima di olio extra vergine).

“Semplificando un po’ la questione spiega Giovanni Lercker del Dipartimento di scienze degli alimenti dell’Università di Bologna – possiamo dire che quando i difetti sono limitati l’olio extra-vergine ha un contenuto di alchil esteri inferiore a 75 milligrammi per chilo.

Se invece  le olive sono state maltrattate durante la raccolta, sono state ammassate per giorni prima della spremitura,  vengono raccolte a terra e quindi fermentano prima, oppure sono conservate in contenitori chiusi o in sacchi di plastica…allora il livello di alchil esteri aumenta notevolmente.  L’olio ottenuto dalla spremitura di queste olive ha un cattivo odore e non si può vendere come extra-vergine.

A questo punto i produttori furbi lo deodorano in condizioni “blande” (in modo da non lasciare segni evidenti del trattamento) e lo vendono come extra vergine, oppure lo miscelano con partite di olio senza difetti. La riqualificazione dell’olio difettoso ha funzionato per anni in assenza metodi analitici ufficiali in grado di svelare la furberia, che solo adesso con la norma sugli alchil esteri sono stati riconosciuti”.

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7 commenti su “Dal 1 aprile l’olio extra-vergine di oliva deodorato è legale

  1. Francesco
    16 febbraio 2011

    È, davvero, questo un provvedimento importante: perché impedendo la pratica della “deodorazione” si pone fine a quell’inganno che permetteva la produzione di un olio che di extravergine ha soltanto una minima percentuale necessaria per “passare l’esame” rendendo, così, possibile vendere un “extravergine” a prezzi bassissimi. Olio “extravergine”, quindi, per legge ma non di fatto.

    L’aspetto positivo è, senz’altro, che la UE ha preso finalmente atto che un problema di sofisticazione esiste.

    Vero, anche, però che tale consapevolezza si scontra con un regolamento che entrerà in vigore solo dal prossimo 1 aprile: ciò consentirà la successiva commercializzazione degli oli che saranno imbottigliati entro marzo disponendo di una ulteriore scadenza di 18 mesi.

    Insomma: un “piccolo” regalo, da parte della UE, che permette di smaltire le scorte di magazzino. Anzi: c’è da immaginare, ora, una frenetica corsa a produrre quanto più olio “deodorato” possibile prima del 1 aprile.

    Forse sarebbe stato necessario un provvedimento più severo, immediato e restrittivo, come un atto di coraggio per garantire sia i produttori seri che i consumatori.

    Perciò: per i 18 mesi successivi al prossimo 1 aprile converrà “tenersi alla larga” dagli oli extravergine venduti a prezzi troppo bassi, facilmente frutto di questo genere di inganno.

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  3. Giovanni Passeri
    1 aprile 2011

    Si sente parlare spesso di olio “deodorato”, ma quali sono, in dettaglio le procedure per eseguire la deodorazione? e quindi, è possibile, mediante analisi chimica accertare se un olio ha subito tale manipolazione fraudolenta?
    Finora nessuno è stato in grado di dare una risposta chiara a questo quesito, dal chè deduco che non vi sono metodi analitici efficaci per accertare detta frode.
    Se così è tutti i discorsi sugli alchil esteri lasciano il tempo che trovano.

    • paoblog
      1 aprile 2011

      Risponde Roberto La Pira: Sul sito Il fatto ALimentare ci sono due articoli recenti che danno una risposta ai questiti posti dal lettore.

      °°°

      Paoblog: Copio un passaggio tratto da un articolo di La Pira scritto alcune settimane fa e che, dal mio punto di vista, chiariscono da subito la questione.

      Il momento critico si registra durante la raccolta, quando le olive vengono ammassate in attesa della spremitura e in queste condizioni si sviluppano fermentazioni anomale, per cui l’olio assume un cattivo odore e può essere venduto come extra vergine.

      Per recuperare le partite difettose i produttori effettuano una deodorazione blanda vietata per legge, riscaldando leggermente l’olio ed eliminando il cattivo l’odore. Attualmente non esistono metodi analitici ufficiali in grado di svelare la frode e per questo motivo gli spagnoli deodorano l’olio senza problemi. Il Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Bologna ha individuato un nuovo metodo (detto degli alchil esteri) che abbinato ad altri parametri permette di identificare le partite di olio deodorato.

      Il sistema non è ancora validato , anche se il Consiglio oleico internazionale (Coi) ha intenzione di adottarlo e di inserirlo nell’elenco dei metodi di controllo ufficiale. Le analisi si basano sulla misurazione della quantità di acqua, dei componenti volatili e degli alchil esteri che si formano nelle olive di scarsa qualità o mal conservate prima della lavorazione.

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