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Antibiotici: mangiando carne si possono sviluppare batteri resistenti alle cure

Un articolo di Roberto La Pira per Il Fatto Alimentare

“Usa gli antibiotici con cautela!”

Così recita l’ultima campagna promossa dall’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) per mettere in guardia i cittadini sull’uso eccessivo e improprio di questi medicinali. Da anni ormai il settore sanitario cerca di informare i cittadini sui rischi che comporta l’abuso di antibiotici.

Pochi sanno che anche mangiando carne si possono sviluppare resistenze perché le fibre contengono  residui dei farmaci.

La  metà degli antibiotici prescritti in Europa è destinata ad uso veterinario, negli allevamenti si usano per curare le malattie, per prevenire alcune patologie e per stimolare la crescita!  Secondo gli esperti questa grande diffusione dei medicinali favorisce sicuramente la  crescente resistenza agli antibiotici nell’uomo.

L’italiano Paolo de Castro, presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale Una proposta ha fatto delle proposte per affrontare il problema. La prima cosa da fare è raccogliere analisi e dati relativi alla vendita di antibiotici per uso veterinario.

Occorre anche una maggiore ricerca sulle alternative possibili all’uso di antibiotici negli allevamenti (come ad  esempio le vaccinazioni,  il miglioramento genetico, la biosicurezza).

E’ necessario anche un monitoraggio sistematico della resistenza antimicrobica negli animali destinati alla produzione e in quelli da compagnia.

La convinzione degli addetti ai lavori e anche degli esperti dell’Oms  è che  bisogna lavorare in questa direzione e ridurre drasticamente l’uso di queste mescine per garantire agli antibiotici anche in futuro la  loro funzione contro le malattie.

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Un commento su “Antibiotici: mangiando carne si possono sviluppare batteri resistenti alle cure

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