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Orti e serre sui tetti: verdura a km zero, risparmio e più ossigeno in città.

In sintesi un articolo di Dario Dongo che leggo su Il Fatto Alimentare

n Canada e negli Stati Uniti si inizia a sperimentare il “rooftop farming”. Coltivare frutta e verdure in serra sopra i tetti degli edifici. Piccoli ma non trascurabili esercizi di sovranità alimentare su scala locale, a tutto beneficio dell’atmosfera metropolitana. E del business.

La crisi alimentare, i prezzi delle derrate agricole alle stelle, il crescente bisogno di ritrovare un rapporto diretto con la natura devono spesso fare i conti con l’urbanizzazione. Coltivare frutta e ortaggi per l’auto-consumo in un campo vicino casa è un lusso per pochi nelle grandi città, divorate dalle speculazioni edilizie e dal cemento.

Trovare un lembo di terra a ore di traffico di distanza ha costi improponibili, anche in termini ambientali e di stress: basti citare una lettera pubblicata sul numero di Agrisole-Il Sole 24 Ore dello scorso 22 maggio, nella quale una giovane madre lamenta di non essere riuscita a trovare un ettaro di terra in affitto in un raggio di cento chilometri da Milano (!).

“Lufa Farms” (www.lufa.com) ha da poco iniziato a vendere a Montreal l’ortofrutta chilometro-zero coltivata sui tetti: il suo motto è “Fresco, Locale, Responsabile”. Un sogno diventato realtà grazie all’intraprendenza dei suoi artefici, capaci di costruire sul tetto di un grigio ufficio una serra di 10.000 mq e coltivarvi tutto l’anno pomodori, cetrioli, peperoni e altri ortaggi.

Lettura integrale dell’articolo QUI

2 commenti su “Orti e serre sui tetti: verdura a km zero, risparmio e più ossigeno in città.

  1. flori2
    9 giugno 2011

    Credo che a Singapore lo facciano o stanno pianificando di farlo. Per di più si ha la climatizzazione della casa gratis!

  2. Pingback: Orti e serre sui tetti: verdura a km zero, risparmio e più ossigeno in città. (via Paoblog) | Stobè Magazine

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