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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Nebbia, retronebbia e comportamenti…

Nebbia.

Quando piove è normale che un automobilista utilizzi i tergicristalli; poi non sempre li utilizza nel modo migliore, però lo capisce che la pioggia c’è, è un fatto tangibile, è lì, sul vetro.

Questa mattina ancora nebbia, ma più densa del solito, in certi tratti della provincia ovest, la visibilità era scarsa. La nebbia c’è, non la tocchi con mano, però è lì ed in ogni caso ti impedisce di vedere e di essere visto.

Così come è misterioso il comportamento dei ciclisti che si ostinano a girare senza luci e giubbino ad alta visibilità nel buio (in questi giorni pure con la nebbia), non riesco a capire la logica che porta molti (troppi) automobilisti a circolare senza i fari accesi. (Ho scritto fari, non luci di posizione che quei lumini da morto di certo non servono a farsi vedere.)  Salvo poi abusare del retronebbia. Un bel paradosso.

Agganciandosi a chi gira a fari spenti nella nebbia, mi chiedo anche come sia possibile che molte auto compiano sorpassi in zone vietate e/o urbane, spesso in velocità.

Se c’è nebbia, non ci vedi. Puoi anche considerarti un pilota migliore di Vettel, ma resta il fatto che la visibilità è limitata o meglio, lo è se incroci un’auto con i fari accesi. E se invece incontri uno dei furbacchioni a luci spente? Te lo trovi davanti, un bel frontale e dopo si inizia a piangere ed a dare la colpa alla nebbia killer, senza soffermarsi un attimo sulla totale mancanza di buonsenso. Fermo restando che se c’è un divieto di sorpasso, una ragione c’è.

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Retronebbia.

Sempre facendo riferimento alla nebbia mattutina, ero in autostrada oggi ed ho notato una Opel Insignia con le luci diurne a led arrivare in velocità e tuffarsi nella nebbia fitta e diventare invisibile. Anche in questo caso l’accensione delle luci diurne comporta il fatto che le luci posteriori siano spente; mi chiedo se l’automobilista sia cosciente della cosa oppure no.

Ritengo (se qualcuno ha fatto prove in tal senso me lo dica) che con le soli luci diurne, ovvero senza anabbaglianti accesi, anche il retronebbia non si possa accendere ed allora magari succede che l’automobilista che non conosce al meglio la sua vettura (quanti leggono realmente a fondo, più volte, il libretto di uso e manutenzione?) schiacci il pulsante e sia convinto di averlo acceso ed invece no.

Qualcuno potrebbe giustamente obiettare che in genere si accende una spia arancione sul display, tuttavia vedendo quante auto girano con i retronebbia accesi quando non servono, delle due l’una: o gli automobilisti sono eccessivamente distratti e non vedono la spia oppure la vedono e non capiscono cosa sia.

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Comportamenti

Venerdì stavo rientrando a casa e nelle vicinanze di Viale Jenner il traffico era caotico. Attraversando un incrocio, ad un certo punto mi sono fermato, per pochi secondi, in arresa che la fila si muovesse. Avevo il semaforo verde. I pedoni avevano il semaforo rosso.

Ma un pedone decide di approffittare delle auto ferme ed attraversa, passando fra l’una e l’altra. Gli altri pedoni, inclusa un’anziana con il carrello della spesa, fanno altrettanto.

Nel momento in cui tutti i pedoni sono fra le macchine, la fila si muove e dovremmo avanzare, per evitare di trovarci nel posto sbagliato, con il rosso che prima o poi scatterà, ed il traffico che arriva dall’altra parte. Ma non possiamo muoverci, perchè tutti i pedoni attraversano con il rosso.

Ed allora mi sono chiesto perchè ci si debba sempre allineare ai comportamenti sbagliati altrui. Il primo pedone passa con il rosso, nonostante il traffico?

Se lui è pirla, lo devi essere anche tu? Perchè siete scesi in massa dal marciapiede? Non era più intelligente e civile restare in attesa del verde?

Non sarebbe bello se lo avessero lasciato da solo, a districarsi nel traffico, lanciandogli magari uno sguardo di disapprovazione?

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Sono stato un motociclista per molti anni, sono un automobilista, quando scendo dall’auto divento un pedone e mia moglie è una ciclista 6 mesi all’anno. Cerco di vedere le cose con gli occhi di ognuno. Non sono un superuomo, sono normalissimo, ovvero non mi viene difficile cercare di comportarmi rispettando le norme, i segnali e, se non ci sono, di integrare il tutto con il buonsenso.

Non ci vuole una laurea (che infatti non ho 😉 ) per rispettare un semaforo verde. Ma perchè allora non si riesce a coabitare con civiltà e rispetto dell’altro?

Salvo poi lamentarsi dell’inciviltà, della sporcizia e via dicendo, ci mancherebbe…

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