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Sul Raccordo anulare aumentano i morti. Colpa della velocità o della strada?

di Maurizio Caprino

I confortanti dati sulla diminuzione dei morti per incidente stradale sono come la famosa media del pollo: inducono a credere che tutto migliori, quando in realtà ci sono buchi preoccupanti. Non solo perché in realtà stanno aumentando i morti tra i pedoni, ma anche perché ci sono strade in controtendenza.

Si dirà che una sola strada, essendo appunto una, ha numeri assoluti tanto bassi da essere statisticamente poco affidabili. Ma, quando la strada si chiama Raccordo anulare di Roma, con volumi di traffico importanti e lunghezza non irrisoria, c’è da pensare. Quindi un +29% dei morti negli ultimi cinque anni (quando per stare nella media di diminuzione fissata come obiettivo dalla Ue ci dovrebbe essere stato grossomodo un calo di pari entità) desta preoccupazione. Più di tutti si sta preoccupando l’Aifvs, che ha depositato un esposto.

Sotto accusa non ci sono solo i limiti di velocità (e in effetti il Raccordo è rimasto una delle poche tangenziali autostradali dove vige il limite generale di 130, anche se per buona parte del giorno c’è traffico e quell’andatura resta un miraggio). L’esposto parla anche di presunte carenze su segnaletica e guard-rail. Una cosa stupefacente, se si considera che il Raccordo, tra Giubileo e altro, negli ultimi quindici anni è stato praticamente rimesso a nuovo e ora è stato completato l’ultimo ampliamento. Vediamo che cosa ne penserà la magistratura.

Nel frattempo, una nota sulla velocità. Per vedere se è davvero determinante, bisogna capire a che ora si verificano gli incidenti peggiori. Fosse di notte, certamente la velocità c’entrerebbe (di giorno si va piano causa traffico). Ma questo non vuol dire che c’entri il limite: bisogna vedere quanti controlli si fanno e considerare che comunque la loro efficacia non sarà mai quella che si è raggiunta sulla Tangenziale di Napoli da quando è stato installato il Tutor.

Ma il Raccordo è gestito dall’Anas, che è già in ritardo col più volte annunciato progetto di installare il Tutor in via sperimentale su Aurelia, Romea e Domiziana. E nell’ambiente si dice che il problema sia dovuto al fatto che la gara l’abbia vinta proprio il Tutor, che è di Autostrade per l’Italia, con cui i rapporti non sarebbero idilliaci. I più maliziosi, poi, sostengono che in questo bando si contasse sulla vittoria del controverso Celeritas, sul quale però l’offerta è stata meno vantaggiosa. Ma di questo non c’è alcuna prova.

 

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