Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Ops, non ti ho pagato? Pensavo di si. (Si,come no…)

Al 31 dicembre scadeva una fattura per € 156  (Iva compresa); mi verrebbe da dire che viste le pessime abitudini che imperversano nel mondo del lavoro, con l’imposizione di quantitativi minimi di fornitura che spesso impediscono l’acquisto (con i problemi che seguono) la clientela dovrebbe essere contenta che esistono aziende che non impongono nulla in tal senso.

Va da sè che se hai bisogno di 10 pezzi, io te li faccio, fermo restando che non possono certo costare come 100 o 1000; ma non voglio fare il difficile, io offro al prezzo X, tu mi fai l’ordine, va bene così. Però alla scadenza pagami.

Invece il pagamento non arriva, nonostante avessi detto chiaramente al cliente che normalmente non accettiamo pagamenti a rimessa diretta e che non sarebbero stati tollerati ritardi oltre i 5 giorni e lui mi ha pure ringraziato per la mia disponibilità.

Fingo di credere che saldare la fattura a cavallo dell’Epifania potesse causare dei disguidi, ma la bellezza dell’Home banking consiste anche nel fatto che i bonifici li puoi inserire oggi con valuta tra 10 giorni, per cui, se vuoi, puoi gestire tutto con calma e nei giusti tempi.

Arriviamo al 16 gennaio e mando un sollecito di pagamento. Nessuna comunicazione e meno che mai il bonifico.

Il 19 invio nuovamente il sollecito. Ieri mi sono girate le …scatole, 😉 per cui è partito quello che è stato indicato come Ultimo sollecito di pagamento, ma con un’aggiunta significativa ovvero:

Cogliamo l’occasione per rammentarvi che come previsto dal Dlgs 231/2002 il tasso di mora sarà addebitato automaticamente, dal giorno successivo alla scadenza sino al giorno dell’effettivo pagamento, senza necessità di comunicazioni e/o atti giudiziari; sarà applicato un interesse di mora pari al Tasso BCE maggiorato del 7% per il periodo intercorso fra il giorno successivo alla data di scadenza e quella d’effettivo pagamento. Ove il ritardo nel pagamento ecceda di trenta giorni il termine convenuto, il committente incorre, inoltre, in una penale pari al 5% dell’importo in relazione al quale non ha rispettato i termini.

Il Dlgs 231/2002 attribuisce inoltre al creditore il diritto al risarcimento dei costi sostenuti per il recupero delle somme non corrisposte; oltre al rimborso delle spese, il creditore ha diritto anche al risarcimento dell’ulteriore danno subito per effetto del ritardo (esempio: interessi pagati su fidi bancari.)  Per qualunque controversia, sarà competente il Foro di Milano e/o la Camera di Commercio di Milano.

Ci credereste?

Dopo pochi minuti mi ha scritto il tipo dell’Ufficio Acquisti dicendo di scusare per un errore dovuto alla sua dimenticanza…

…e questa mattina ha scritto la contabilità: Purtroppo la fattura in oggetto, erroneamente, era stata da noi considerata già pagata. Provvediamo subito al pagamento.

Considerando il precedente, nel quale sono riusciti a pagare in ritardo un pagamento anticipato (ho detto tutto), ho qualche dubbio che sia stata una dimenticanza, ma anche fosse, come mai non se ne sono accorti dopo il primo sollecito? Oppure il secondo?

Forse la nota “legale” gli ha fatto capire che non gli avrei fatto fare i loro comodi?

3 commenti su “Ops, non ti ho pagato? Pensavo di si. (Si,come no…)

  1. Pingback: Ci risiamo, aumentano i prezzi e chi produce, annaspa… « Paoblog

  2. Pingback: La percezione della crisi latita nuovamente… « Paoblog

  3. Pingback: Ops, non ti ho pagato? Pensavo di si…/2 « Paoblog

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 24 gennaio 2012 da in Il mondo del lavoro con tag , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: