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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

I sistemi di pagamento degli italiani alternativi ai contanti? Gli assegni a vuoto….

Ieri stavo leggendo un paio di articoli sul Corriere che la dicono lunga sul momento attuale, anche se credo che per l’emissione, consapevole, di un assegno a vuoto serva un atteggiamento che va ben oltre le difficoltà economiche ovvero il furbetto è sempre in agguato, solo che ultimamente, e lo vedo anche in ambito lavorativo, spesso usa la crisi come un alibi.

Comunque sia, nel primo articolo, leggo che:

Assegni a vuoto aumentati di oltre il 40% negli ultimi quattro mesi, passati da circa 22 mila, a novembre 2011, a più di 37 mila a fine marzo. Nel Sud e nelle isole il numero di assegni revocati è ampiamente superiore a quello del resto del Paese. Numero di carte di credito in circolazione diminuito di due milioni di unità in appena due anni, a fronte di un vero e proprio boom delle carte bancarie prepagate.

Passando all’articolo successivo (con video a supporto):

Il conto alla rovescia è cominciato: c’è tempo fino al 30 giugno, dopodiché circa 1 milione di persone, tra dipendenti pubblici e pensionati, non potrà più riscuotere in contanti le cifre superiori ai 1000 euro. Il termine è stato prorogato già due volte, anche per consentire la definizione di un “conto corrente a zero spese”, e molti dovranno iniziare a utilizzare gli assegni o una carta di pagamento.

Ma cosa può succedere a chi resta vittima di una truffa o semplicemente non ha familiarità con le procedure stabilite dalle banche?

°°°

Se sei vittima di una truffa, te lo dico io, ti attacchi al tram, come è successo  a me con l’assegno rubato che mi hanno rifilato tempo fa…; tuttavia guardando il video si scopre ad esempio la disavventura di chi incappa in un assegno clonato, ed aspetta oltre 7 mesi il rimborso da BancoPosta…

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