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Non solo parmigiano: anche aceto balsamico, grana, pere

Leggo su Il Salvagente:
Il terremoto ha colpito nel cuore della cosiddetta “Food valley” italiana. Quel sistema di aziende agricole da cui arrivano alcune tra le più prestigiose produzioni agroalimentari nazionali: dal parmigiano reggiano all’aceto balsamico di Modena, dal prosciutto di Parma fino al lambrusco.

Basti pensare che nelle sole province di Ferrara, Modena e Mantova si realizza il 6% del valore della produzione agricola nazionale. Un sistema prospero che, dopo le due forti scosse del 20 e del 29 maggio, fa i conti con danni elevatissimi: 500 milioni di euro, stimano sia Coldiretti che Cia.

Oltre a quelli alle produzioni finali (le forme di parmigiano cadute e lesionate, le botti di aceto balsamico rotte, gli stock di frutta danneggiati) ci sono quelli alle strutture: i macchinari distrutti, i fienili, le stalle e gli stabilimenti per la lavorazione e la conservazione della frutta danneggiati, i canali di irrigazione chiusi, gli animali morti.

Altro fiore all’occhiello dell’agroalimentare modenese è l’aceto balsamico un prodotto riconosciuto ed esportato in tutto il mondo. Ancora Manfredini: “In questo caso i conti sono facili: ci sono 15 milioni di danni già conclamati causati dalla rotture delle acetaie”.
Tra le realtà produttive con danni più ingenti, c’è l’acetificio Pontirol con sede a San Felice sul Panaro (Modena), quasi del tutto distrutto. Nella zona a Nord di Modena, dove il secondo sisma si è sentito più forte, si trovano una decina di produttori di Aceto Balsamico di Modena Igp e moltissime acetaie di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop: qui si stimano perdite di prodotto superiori ai 100.000 litri.
E poi ci sono i frutteti: “La pera tipica dell’Emilia-Romagna è prodotta per gran parte nel modenese. In questo settore il terremoto ha colpito danneggiando le strutture di conservazione e di confezionamento della frutta”.

Per sostenere le aziende colpite (circa 4.000) la Coldiretti ha avviato un’iniziativa di solidarietà.

È stata aperta una mail dedicata, terremoto@coldiretti.it a cui si possono inviare le richieste di acquisto di Parmigiano Reggiano terremotato e altri prodotti dell’agroalimentare.

Nella mail va specificato nome, indirizzo, telefono, prodotto e quantitativo cui si è interessati. Alle richieste sarà data risposta sulla base delle disponibilità e considerando la situazione di emergenza.
Ma avverte Manfredini: “Chiediamo a tutti pazienza e comprensione: cercheremo di rispondere alle richieste il prima possibile, ma ci vuole del tempo per recuperare le forme e verificarne lo stato”.
 
La vendita sarà estesa anche ad altre città attraverso i negozi, le botteghe e i mercati di Campagna Amica, il sistema di distribuzione a filiera corta di Coldiretti.
Sul prezzo di vendita Manfredini è netto: “Sarà vantaggioso ma non stracciato. Non dobbiamo creare perturbative al mercato e ledere il valore del prodotto. Del resto ci sono altre zone di produzione del parmigiano non colpite dal sisma che ne risentirebbero. Non possiamo introdurre un altro elemento di criticità nel settore”.
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