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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Hai due minuti per prendere le tue cose e andartene. Smettila di piangere. Non ci puoi fare niente.

Hai due minuti per prendere le tue cose e andartene. Smettila di piangere. Non ci puoi fare niente. Dì addio alla tua casa. Non esiste più.

Pensa se tutto questo accadesse a te, alla tua famiglia, alla tua casa. Ti sembrerebbe una ingiustizia, no?

E adesso pensa che questo è quello che accade a migliaia di famiglie in tutta l’Africa e non solo. Ogni ora, ogni giorno in ogni parte del mondo. Nei paesi più poveri, molte compravendite di terra su larga scala comportano lo sfratto, anche violento, di intere comunità dalle loro terre. Comunità che vengono lasciate senza casa, senza possibilità di coltivare cibo e di guadagnarsi da vivere.

La Banca Mondiale finanzia molte compravendite di terra su larga scala e può influenzare il modo in cui questi accordi vengono condotti. Per questo ha un grande potere. Chiedi anche tu alla Banca Mondiale di bloccare, per almeno sei mesi, i propri investimenti nelle compravendite di terra su larga scala. Unisciti a noi per fermare questa ingiustizia. Insieme possiamo fare la differenza.

Grazie,
Elisa Bacciotti
OXFAM ITALIA

Le grandi compravendite di terra stanno costringendo moltissime persone povere a lasciare le loro case, il loro lavoro e il loro cibo.

Dobbiamo dire BASTA a questa ingiustizia oggi, prima che altre vite vengano rovinate.

Si parla di land grabbing (accaparramento delle terre) quando una larga porzione di terra considerata “inutilizzata” è venduta a terzi, aziende o governi di altri paesi senza il consenso delle comunità che ci abitano o che la utilizzano, spesso da anni, per coltivare e produrre il loro cibo.

Uno scandalo che esiste da molti anni, ma che dallo  scoppio della crisi finanziaria è cresciuto enormemente, spingendo nella fame migliaia di contadini del Sud del mondo. Aiutaci a fermarlo!
Dal 2008, cioè dallo scoppio della crisi finanziaria, il fenomeno del land grabbing è cresciuto del 1000%.

La domanda per terreno vola: investitori cercano dove coltivare cibo per l’esportazione, per i biodiesel, o semplicemente per fare profitto. Non sempre l’acquisto di terre è un problema: ma lo è quando avviene senza informazione.

Molto spesso, poi, questi terreni comprati mandando via intere comunità, lasciandole senza terra e senza futuro, sono lasciati inattivi.  Le promesse di risarcimenti non si avverano, le comunità rimangono a mani vuote mentre le grandi aziende incassano.  Terreni che prima davano cibo e rifugio a molti sono recintati e rimangono inutilizzati. E’ uno scandalo. E’ ora di smettere, è ora di coltivare giustizia, è ora di dire basta all’accaparramento delle terre.

Guarda il video.

Oxfam chiede un’azione forte e di dimensione globale affinchè i governi garantiscano l’accesso alle terre ai piccoli produttori,  in particolare le donne – coloro che spesso lavorano di più la terra ma che devono affrontare ostacoli maggiori per definirla come propria; affinchè rivalutino le strategie biodiesel, perchè qualsiasi strategia che punta a togliere cibo dal piatto per metterlo nei serbatoi non può essere che sbagliata; affinchè investano prendendo in considerazione non solo i profitti a breve termine ma anche e soprattutto le comunità marginalizzate.

Chiedilo anche tu – fai parte del movimento: firma il manifesto di COLTIVA.

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