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Bollette, quei contatori elettronici che restano muti

Qualche settimana fa raccontavo dell’ennesimo intoppo con le bollette Eni ovvero la mancanza dei dati di consumo relativi alla luce e relativo addebito…

ed ecco che leggo questo interessante articolo su E-R Consumatori dove si racconta del flop del contatore elettronico.

Vien anche da chiedersi se qualcosa non faccia Flop in questo paese…

Anche in azienda, dove abbiamo un contatore A2A, ma l’energia viene acquistata da Lifegate, abbiamo dei dubbi circa i valori che A2A comunica al fornitore…

E giusto l’altro giorno l’Enel mi ha inviato un sms informandomi che potevo comunicare l’autolettura del contatore, ma a questo punto se il vostro lavoro devo farlo io, a che cosa servono i contatori elettronici?

Nota bene > Una giornalista di Codice a Barre (Rai 3) cerca lettori che possano raccontare la loro esperienza (negativa) con questi contatori. Nel caso inviatemi una mail con il vs. recapito (mail e/o telefono) ed ovviamente l’autorizzazione a comunicare i vs. dati.

°°°

in sintesi ecco l’articolo:

Ricordate i contatori elettronici? Avrebbero dovuto rivoluzionare le nostre bollette, e invece?

Invece siamo ancora alle prese con i consumi presunti che regnano nelle nostre bollette dell’energia e del gas.

La questione è ritornata d’attualità perché l’Antitrust, in una recente segnalazione inviata al Parlamento, invita a “prevedere che le bollette siano stabilmente basate sui consumi reali e non su quelli presunti: si tratta della pre-condizione necessaria per indurre i consumatori finali a una maggiore sensibilità verso offerte concorrenziali”. 

Ma, i contatori elettronici dell’energia non sarebbero dovuti servire, tra l’altro, a trasmettere agli operatori i nostri consumi reali?

In teoria sì, ma nella pratica le cose stanno diversamente. Andiamo con ordine cercando di ricostruire vita, morte e miracoli (presunti) dei misuratori intelligenti.

Dopo la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, il cui pre-requisito è stata la separazione tra distributori e venditori, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha reso obbligatoria per i distributori di energia l’installazione dei nuovi contatori dell’energia elettrica, presso le famiglie e le imprese in bassa tensione.

Le operazioni di sostituzione sono durate dal 2008 al 2011. I nuovi contatori avrebbero dovuto portare – e in molti casi è stato così – una serie di benefici ai consumatori: calcolo della bolletta sui consumi effettivi (eliminando conguagli e autoletture), tariffe personalizzate, monitoraggio costante del funzionamento della rete e via dicendo.

Qualcosa, però, si è inceppato tanto da indurre il presidente dell’Antitrust a indicare in questa anomalia un ostacolo alla concorrenza. L’inceppo è nascosto nei meandri dei rapporti tra distributori e venditori di energia che non sempre coincidono nello stesso soggetto.

In altre parole, non basta solo che il distributore abbia installato e attivato la scatoletta bianca in ciascuna abitazione, occorre anche che invii per tempo le informazioni corrette al venditore, che deve emettere la fattura. E questo non sempre accade.

L’Antitrust, tra l’altro, è già intervenuta sulla questione nel 2010 concludendo un’istruttoria avviata a seguito di una segnalazione di Sorgenia (che è appunto un venditore).

Sorgenia è stato uno dei primi operatori non integrati a sollevare la questione circa l’incompletezza della regolamentazione di settore.

“Sarebbe sufficiente, così come i venditori hanno degli obblighi verso i consumatori finali sulla qualità del servizio, che anche i distributori, sempre nell’interesse dei consumatori finali, fossero obbligati a fornire ogni mese i dati reali a consumo di tutti i contatori che sono nella titolarità di una società di vendita affinché questa possa, a sua volta, conteggiare correttamente i consumi in bolletta”, spiega il direttore generale di Sorgenia, Riccardo Bani aggiungendo che “i consumatori che hanno pagato in questi anni i nuovi contatori che consentono di verificare i consumi con una qualità elevata, devono godere, attraverso l’impegno della società di distribuzione, di una fattura corretta”.

“Ancora oggi a più di 12 anni dall’avvio della liberalizzazione i distributori non hanno alcun obbligo di fornire alle aziende di vendita letture a consuntivo né tantomeno indennizzi o penalità in caso di errori. Auspichiamo un intervento di Aeeg”, conclude Bani.

2 commenti su “Bollette, quei contatori elettronici che restano muti

  1. Luisa Zeta
    19 ottobre 2012

    Tasto dolente: appena ricevuto una bolletta di 300 euro relativa al periodo luglio settembre ( faccio presente che in quel periodo saremo stati a casa forse 1 mese e qualche giorno ) trattasi di conguaglio e che la lettura è stata rilevata, ma non so se effettivamente è così. In più mi ritrovo 3 belle voci,in fondo ad una serie di conti incomprensibili,relative alle accise che in tre mesi corrispondono a euro 25 circa + IVA.

    Ma mi domando, per cercare di capire quanto effettivamente pago, avendo una tariffa bioraria non posso avere due costi e basta?

  2. Pingback: Cercasi con urgenza utenti Luce del Lazio con problematiche legati ai contatori elettronici « Paoblog

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