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Quando avevamo 10mila morti all’anno sulle strade e non facevamo una piega

di Maurizio Caprino

Siamo proprio strani noi esseri umani: sopportiamo per decenni problemi insopportabili e quasi non ce ne accorgiamo, poi quei problemi diventano meno gravi ma proprio da quel momento non li sopportiamo più.

Uno dei casi più clamorosi è quello degli infortuni sul lavoro, che ci sono da sempre e sono da anni in diminuzione, ma sono sulle prime pagine regolarmente dal primo maggio 2007, quando il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano volle farne uno dei simboli del suo settennato che allora era agli inizi.

Cose analoghe sono successe anche nel nostro mondo della strada.

Ce lo ha ricordato l’altro ieri l’Asaps, ricostruendo le statistiche dei morti per incidente: come leggete nel comunicato completo che riporto qui sotto, da quando c’è la motorizzazione di massa ci eravamo abituati ad avere oltre 10.000 vittime e solo recentissimamente siamo scesi sotto le 5.000.

Eppure devo ricordare che fino a pochi anni fa le cronache spesso trattavano gli incidenti stradali come mere fatalità, di fronte alle quali si poteva solo fare spallucce. Senza nemmeno invocare la presenza di più agenti per strada (le tecnologie di controllo negli anni 60-70-80 erano rudimentali rispetto a oggi) o le cinture di sicurezza obbligatorie (che erano state già inventate).

Apparentemente la stessa cosa è accaduta con l’inquinamento: quarant’anni fa eravamo attorniati da scatolette di lamiera che portiamo ancora nel cuore (le varie 500, 600, 127, 128, Alfetta eccetera) senza pensare che una sola di loro inquina come cento vetture di oggi.

E non facevamo una piega mentre vivevamo con i riscaldamenti ottocenteschi a carbone o con le fabbriche in città, mentre oggi arriviamo a scatenare battaglie civili contro l’Ilva di Taranto.

Però nel caso dell’inquinamento una spiegazione razionale c’è: non si conoscevano ancora gli effetti delle varie sostanze nocive. Un po’ per carenze della scienza e un po’ perché certi dati sulle malattie venivano coperti o si evitava di rilevarli (proprio come accaduto a Taranto per anni), quindi l’opinione pubblica non avrebbe potuto allarmarsi.

E ora torniamo agli incidenti stradali. Ecco il comunicato dell’Asaps con tutte le cifre.

continua la lettura qui… 

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