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Radar mobili in Francia: l’auto civetta ti segue e la multa arriva a casa

In Francia i media stanno “seminando il panico” tra i guidatori: annunciano l’entrata in servizio il 15 marzo degli Etm, dei radar che possono rilevare la velocità anche da un’auto-civetta in movimento.

Vista dall’Italia, non sembra poi una gran notizia: un radar che faceva lo stesso lo ha avuto anche la Polizia stradale nel 1998, ma non si è andati oltre i tre apparecchi acquistati per sperimentazione, in Lombardia, Veneto e non ricordo più quale altra regione.

Dal 2001, poi è arrivato in massa il Provida, che però a lungo andare è stato usato più per documentare l’operato dei poliziotti che per misurare la velocità.

In entrambi i casi, ci si è accorti che i sistemi erano poco flessibili (occorre attrezzare alcune auto e se si rompono quelle bisogna trasferire l’apparecchiatura su un altro esemplare) e poco produttivi (per i loro limiti tecnici e perché sono usati fermando subito il trasgressore, cosicchè nel frattempo ne passano impuniti tanti altri).

Insomma, a giudicare dall’esperienza italiana, il nuovo radar francese non è poi una gran novità e non dovrebbe incidere molto. Ma probabilmente in Francia le cose non andranno come sono andate in Italia.

La differenze fondamentali sono due:

segue…. > Strade sicure – Radar mobili in Francia: l’auto civetta ti segue e la multa arriva a casa.

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Questa voce è stata pubblicata il 22 marzo 2013 da in Il mondo dell'automobile (e non solo), Leggo & Pubblico, Sicurezza stradale con tag , , , , .
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