Una volta tanto si fanno i nomi delle aziende implicate in quella che difatto è una frode alimentare, tuttavia ritengo sia il caso di tenere presente il fatto che spesso ci sono aziende che sono loro stesse vittime della vicenda; la frode dal punto di vista dell’etica commerciale c’è nel momento in cui hai la consapevolezza di vendere un prodotto diverso da quello dichiarato, ma i fatti assumono un aspetto diverso nel momento in cui acquisti da un fornitore un prodotto e te ne viene venduto un altro con false dichiarazioni e/o certificazioni.
Ed in questo caso, se la grossa industria alimentare ha meno scusanti, viste le possibilità economiche e la struttura di controllo, l’azienda artigiana che vive proprio grazie alla qualità del prodotto offerto, e con volumi ridotti di vendita,va da sè che si ritrova Cornuta & Mazziata, così come spiega La Marchesina, una delle aziende coinvolte.
Questa mia precisazione iniziale per far capire al consumatore distratto che è necessario guardare oltre la notizia e soprattutto, in molti casi, oltre il titolone sparato in evidenza.
leggo su Altroconsumo
Il ministero della Salute ha comunicato i risultati dell’indagine predisposta per verificare la presenza in alcuni alimenti di carne di cavallo non dichiarata. Sono stati esaminati 454 prodotti: ecco l’elenco degli alimenti risultati positivi ai controlli.
Pingback: Mozzarella di bufala campana: test in Germania. I valori di diossine e metalli pesanti 5 volte inferiori al max | Paoblog