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Incidente di Santiago e non solo ovvero: chi controlla chi guida?

di Maurizio Caprino

Ammettiamo che sia tutto vero. Ammettiamo che il macchinista del supertreno deragliato in Spagna ieri sera stesse davvero andando di proposito a una velocità folle. Ammettiamo pure che fosse tanto guascone da vantarsi su Facebook delle sue imprese velocistiche.

Dunque, diamo per scontato che davvero – come fanno capire i giornali in queste ore, anche se è inverosimile – una linea ferroviaria ad alta velocità (dunque, il massimo della tecnologia nel settore) non abbia alcun sistema per evitare che un matto possa ammazzare decine (come accaduto ieri) o centinaia di persone solo perché gli piacciono le imprese impossibili.

Allora si aprirebbe un grave problema: chi e in base a quali parametri valuta l’idoneità psicologica di gente che ha in mano le nostre vite, come piloti di aereo, autisti di bus, comandanti di nave e – appunto – macchinisti?

La cronaca ci dice che catastrofi come quella di ieri (cioè dove appaiono esserci gravi errori umani) sono rare: caso-Schettino a parte, abbiamo avuto l’aereo egiziano fatto schiantare volontariamente dal pilota nel 1999 e poco altro.

Ma spesso si sente parlare di piloti cocainomani e si vedono autisti di bus “prestanome” o drogati anche loro. Per non parlare di quelli che usano addirittura due telefonini contemporaneamente o di quello che vidi personalmente andare avanti in un’autostrada piena di gallerie nonostante una terribile puzza di benzina a bordo (poi scoprimmo che nel bagagliaio c’era un motorino rubato trasportato a pezzi e che l’autista – dopo essersi finalmente fermato, ma in posizione pericolosa – non era nemmeno in grado di indicare al 113 dove si trovasse).

Insomma, chi ci garantisce che le nostre vite sono in mani sicure?

C’è un’autorità che studia questi problemi? E che cosa fa per risolverli?

Intendiamoci: le norme non mancano e i controllori nemmeno. Per quanto riguarda gli autisti pesanti, poi, sta entrando a regime il nuovo sistema europeo di formazione e qualificazione (Cqc).

Ma non esiste alcuna indagine pubblica che ci dica in quali condizioni psicologiche sono mediamente tutti gli uomini cui affidiamo la nostra vita quando usiamo un mezzo pubblico.

Chiederla è troppo?

Un commento su “Incidente di Santiago e non solo ovvero: chi controlla chi guida?

  1. Madamin
    26 luglio 2013

    Guarda, è la stessa domanda che mi sono fatta io questa mattina leggendo il Corriere.

    Dobbiamo solo pregare che la persona che sta portando il nostro aereo o treno o bus o nave sia a posto con la testa, niente altro.

    Ti dico solo che ho fatto veramente l’unico viaggio aereo con la massima sicurezza solo quando sono andata a Miami a gennaio, perchè pilotava mio cugino (che io adoro e che per me è più di un fratello) e so che tipo di persona è (seria, scrupolosa, osservante delle regole e soprattutto competente con svariate decine di migliaia di ore di volo sulle spalle).

    Tra l’altro è l’unico italiano presente nella commissione europea per la sicurezza dei voli (proprio perchè è una persona riconosciuta per la sua competenza e serietà).

    Siamo veramente nelle mani di Dio (per chi ci crede).

I commenti sono chiusi.

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