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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un lungo post per una breve vacanza ad Ortisei

turismoInizialmente avevo pensato di dividere questo post in tre parti (Fare – Dormire – Mangiare), tuttavia dato che il mio scopo non è quello di raccontarvi nello specifico le nostre vacanze, ma di dare qualche dritta turistica, ritengo che sia più utile trovare tutto in un post.

Come sempre il tutto si basa sulla nostra esperienza e sui nostri gusti.

E’ stata la prima volta che ci siamo recati in vacanza in Alto Adige e devo ammettere che soffrivo di qualche pregiudizio in quanto risentivo del pessimo riscontro avuto anni fa a Bolzano, dove mi ero sentito straniero in patria; temevo quindi che il sentirsi più austriaci che italiani potesse comportare qualche problema di accoglienza.

Come spesso capita la prima impressione è quella sbagliata ed infatti l’accoglienza è stata ottima, ci siamo trovati benissimo sotto ogni punto di vista e, inutile nasconderlo, ci siamo innamorati della Val Gardena, di Ortisei e, non ultimo, dell’albergo Stetteneck dove abbiamo soggiornato.

Ortisei Pao (6)

L’Hotel Am Stetteneck si trova proprio all’inizio della zona pedonale, e quest’anno ha festeggiato il Centenario; la struttura è caratteristica e per quel che ci riguarda il rapporto prezzo-qualità è buono.

La camera ha deluso un pò, più per l’arredamento e le finiture, tuttavia può essere che le suites e/o le camere con vista sulla piazza siano migliori.

La struttura offre anche una piscina coperta, della quale non abbiamo usufruito, cui si può accedere con l’ascensore direttamente dalle camere, dispone di uno spazio relax e di un impianto sauna con bagno turco e cabina a infrarossi.

E’ disponibile un parcheggio sul retro dell’hotel, gratuito e, con un suppplemento di 6 € al giorno è possibile utilizzare un parcheggio coperto nelle vicinanze.

Nota bene > Da poche settimane l’accesso all’isola pedonale è regolato da un dissuasore mobile che si attiva, in entrata, passando una card su un lettore oppure citofonando direttamente ad uno dei tre alberghi (Adler, Stetteneck e Cavallino Bianco).

E’ evidente che il dissuasore ha la sua utilità, tuttavia secondo me presenta alcune criticità: è troppo basso e non è ben visibile ovvero sarebbe stato meglio se, invece di una piccola luce lampeggiante, vi fosse stata una corona circolare con led lampeggianti, magari arancioni e se il cilindro avesse delle bande rifrangenti in più punti.

I lettori delle card, poi, non reagiscono al meglio, ragion per cui capita spesso che le auto debbano restare ferme qualche minuto in attesa che il dissuasore scenda, per cui gli automobilisti più attenti, che magari spengono il motore durante i vari tentativi, non fanno in tempo ad avviare il motore ed a ripartire. Ed ecco il botto. Il tempo di discesa/risalita è di circa 10 secondi.

E’ capitato inoltre più volte, anche ad un ospite dell’albergo (3200 € di danni ad un Mercedes), che la seconda macchina in attesa si infilasse nel varco cercando di approfittare della discesa del dissuasore che però risaliva durante il passaggio, creando la tipica situazione che in genere si vede a Paperissima.

Raccomando quindi pazienza e molta attenzione.

Torniamo all’albergo. Segnalo la cortesia e l’efficenza del personale in sala, (Annamaria ed Helmut) e l’ottima cucina dello chef Giovanni che, per la cena di Ferragosto ha preparato un gran galà di dolci da togliere il fiato e, soprattutto, da costringere tutti gli ospiti a recarsi più volte al buffet, serviti direttamente dallo chef.

In ogni caso la qualità della cucina è sempre stata degna di nota.

Come sempre c’è qualcuno che deve sfruttare la cortesia del personale ed infatti ecco che una signora, che non si sentiva bene, la sera di Ferragosto ha richiesto un piatto di pasta in bianco, cosa questa che per banale che sia, in una sera speciale, con ritmi diversi da una cena normale, è stato un favore degno di nota; eppure del piatto fatto espressamente non è stata mangiata neanche una forchettata. Che soddisfazione….

Come sempre, e due, ecco che la presenza di un buffet per la colazione (idem per quello degli antipasti, la sera) scatena gli spreconi che, l’amico Francesco mi perdonerà per questa precisazione, nella maggioranza dei casi erano romani.

Non riesco veramente a capire la logica che porta delle persone a riempire piatti con briosche, torte ed altro, e sistematicamente assaggiano appena per po lasciare tutto nel piatto.

Poi magari si commuovono per 10 secondi, o forse no, quando alla tv vedono i bambini che muoiono di fame nel Sahel…

Peggio ancora quando i genitori insegnano questi comportamenti ai figli; abbiamo visto infatti una bambina che chiedeva un succo e la mamma si è recata al buffet per riempire fino all’orlo il bicchiere dicendole: se non ti piace lascialo, ne prendiamo un altro.

Era troppo faticoso versare un pò di succo nel bicchiere, farlo assaggiare alla bambina e, nel caso, tornare a riempirlo?

Ed infatti la bambina ha assaggiato il succo di mele per poi lasciarlo tutto.

Complimenti doppi alla mamma. Innanzitutto non conosce i gusti della figlia, e vabbè, ma soprattutto cosa le ha insegnato? A sprecare il cibo?

Fare la cosa giusta non è così difficile, eppure comportamenti del genere ti fanno tornare alla mente i commenti del nonno, che da ragazzo prima ed in tempo di guerra poi,  aveva fatto la fame, quella vera,..

Ortisei Rok (53)

Nel tardo pomeriggio del 15 agosto, l’Hotel ha offerto agli ospiti un aperitivo al bar annesso all’albergo, e che parte di noi hanno consumato sulla terrazza, in quanto non c’era posto per tutti; ampia scelta fra aperitibvi di vario genere, con tartine preparate espressamente in cucina e quindi di qualità artigianale.

Un’ora diversa dal solito, accompagnata dalla musica di un quintetto di fiati di Ortisei.

L’albergo Stetteneck non gronda lusso come il vicino Adler a 5 stelle, ma è una bella struttura, con prezzi adeguati; questa mia precisazione per dire che nel momento in cui una coppia o famiglia soggiorna per una settimana o più, dimostra di avere maggiore disponibilità economica di persone che per forza di cose si recano in strutture di qualità inferiore.

Ed infatti nel parcheggio era una parata di grosse berline Mercedes o suv Audi; ed ecco che uno di questi chiede un secondo aperitivo ad Annamaria che, cortesemente, ha fatto notare che il primo era offerto dall’albergo, ma il secondo era a pagamento.

Scontata la risposta: ah, allora no, va bene così. Il sorrisetto sarcastico mi è salito spontaneo alle labbra al pensiero di uno che magari spende 150 € al giorno per il soggiorno e poi fa il braccino corto per un aperitivo da 4 €.

Mentre noi ci gustavamo questo aperitivo, con musiche dal vivo, l’albergo di fianco al nostro, impostato più come un villaggio vacanze, faceva una chiassosa festa hawaiana, alquanto fuori luogo sulle Dolomiti.

Questione di gusti, ovvio, ma per quel che ci riguarda abbiamo apprezzato ulterioremente lo stile dello Stetteneck.

Ortisei Rok (45)

Diamo a Cesare ciò che è di Cesare, in ogni caso, per cui così come è vero che il Cavallino Bianco non è nelle mie corde, è anche vero che certamente è una struttura adatta a famiglie con bambini, a differenza dello Stetteneck.

Questa una foto, scattata dal passaggio pedonale che porta alla cabinovia per l’Alpe di Siusi.

Ortisei Pao (234)

Il giorno dell’arrivo abbiamo mangiato al ristorante Mauriz Keller, posto nella zona pedonale dove abbiamo apprezzato la cucina tipica, ad un prezzo giudicato equo, anche se non basso in assoluto.

Il secondo giorno abbiamo approfittato del sentiero pedonale per recarci a Santa Cristina, un percorso di circa 12 chilometri in tutto, che si allunga rapidamente se si percorre poi il percorso panoramico che abbiamo preferito non fare integralmente.

Ortisei Pao (51)

Nel dettaglio, potete vedere il cimitero adiacente alla Chiesa con una caratteristica che sembra essere sempre presente, ovvero le tombe non hanno lapidi, ma caratteristiche croci in ferro.

Ortisei Pao (53)

Il giorno successivo abbiamo preso le scale mobili con le quali si arriva all’ingresso del tunnel da dove, con un tappeto mobile, si arriva alla stazione della cabinovia che porta a Furnes dove si prende poi la funivia con la quale arrivare a quota 2510 metri, a Seceda, situata sul versante soleggiato della Val Gardena, nel bel mezzo del Parco Naturale Cisles-Odle, da dove si può ammirare dalla cima comprende le Dolomiti e tutte le montagne altoatesine – dall’Ortles alla Vetta d’Italia, sino alle Dolomiti del Brenta (Adamello).

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Il prezzo A/R è di 28 € a testa, ma chi ha la Club Card (16 € con validità 12 mesi) risparmia decisamente sul prezzo. Purtroppo la giornata non è stata delle migliori, ragion per cui non abbiamo potuto gustare al meglio il panorama, tuttavia merita in ogni caso.

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Io soffro di vertigini in maniera vergognosa, tuttavia amo la montagna ed utilizzo senza problemi le funivie; in questo caso, visto che si tratta di una funivia a campata unica, senza tralicci, l’impatto visivo che si ha da Furnes potrebbe preoccupare qualcuno, tuttavia è solo un’impressione ed il percorso, della durata inferiore ai 5 minuti, offre dei piacevoli incontri.

Ortisei Pao (66) copia

A Seceda abbiamo potuto apprezzare i parapendii che si lanciavano numerosi, compiendo poi una serie di passaggi sia accarezzando le montagne sia sorvolando i prati sottostanti.

Ortisei Pao (109)

Ci siamo recati a pranzo alla Baita Sofie dove una volta di più abbiamo apprezzato al cortesia dei locali, in questo caso siamo stati serviti direttamente da Markus Prinoth che abbinava un sorriso molto cordiale a quella timidezza tipica che si riscontra spesso nei montanari.

Assolutamente degno di nota il pranzo, ad un prezzo che può sembrare alto, se non fosse che è giustificato appieno dalla qualità delle pietanze; abbiamo preso entrambi il capriolo nostrano con polenta bio, veramente ottimo, ad € 19 al quale ho fatto seguire una panna cotta di latte di capra bio con panna e frutti di bosco locali*, ad € 7,80.

* La precisazione sui frutti di bosco è dovuta visto quello che sta capitando con quelli surgelati. 😉

Il quarto ed ultimo giorno di questa vacanza è stato in assoluto il migliore, senza peraltro togliere nulla alle altre giornate; abbiamo infatti preso la cabinovia che porta all’Alpe di Siusi (prezzoA/R: € 16,20 a testa).

Siamo stati fortunati, infatti, dato che quella che era partita come una giornata nuvolosa si è invece dimostrata come la giornata più bella, con un sole che spiccava nel cielo azzurro senza una nuvola.

Sul sito dell’Alpe di Siusi scrivono che:

L’ Alpe di Siusi e il profilo inconfondibile dello Sciliar sono protagonisti di molte antiche leggende, che raccontano di streghe e magie. La realtà è altrettanto affascinante.

Questa montagna, così speciale da essere diventata il simbolo dell’Alto Adige, domina l’altipiano più grande d’Europa e uno dei più belli al mondo. 

Da quel che vi posso dire io, trovo che sia veramente un altopiano che toglie il fiato e la foto che segue non gli rende giustizia…

Ortisei Pao (212)

Visto il sole ed i prati, la Signora K si è subito sdraiata a prendere un pò di sole, pratica questa che non mi garba affatto, tanto è vero che ho preso il sentiero che in circa 20 minuti di cammino, reso piacevole dalla fresca brezza che mitigava la potenza dei raggi solari, mi ha portato alla Malga Contrin dove sono poi stato raggiunto dalla Signora K e dove, una volta di più, abbiamo apprezzato la cucina locale.

Ortisei Pao (209)

In questo caso io ho preso dei canederli agli spinaci fatti in casa con spinaci bio e, a seguire, della salsiccia fatta in casa con polenta bio; la Signora K invece ha optato per la polenta con finferli.

Tutto buono, ad un prezzo equo, sicuramente più caro che in certi rifugi lecchesi ma, non si offendano i lombardi, qui si mangia meglio.

Dopo il pranzo dapprima mi sono piegato all’abbronzatura, sfruttando le sdraio disposte nelle vicinanze della Malga, per poi incamminarmi poco lontano, salendo appena di quota per poter apprezzare, in silenziosa solitudine, la bellezza dei luoghi che mi ha veramente conquistato.

(A differenza di quanto successo alla Baita Sofie, alla Malga Contrin non mi hanno fatto lo scontrino.)

Il giorno successivo arriva la partenza ed il viaggio è durato più del previsto causa l’intasamento della Brennero, non tanto per gli italiani che tornavano a casa, ma per i turisti stranieri, tedeschi in testa, che invadevano le zone del Garda; come sempre, una volta usciti dal Trentino – Alto Adige, ci siamo ritrovati a fare i conti con la sporcizia diffusa sulle stradeche tristezza.

Comunque ritorneremo sicuramente in Val Gardena, ad Ortisei, allo Stetteneck… 🙂

3 commenti su “Un lungo post per una breve vacanza ad Ortisei

  1. Poppea
    29 agosto 2013

    Per quello che mi riguarda pur apprezzando la cucina e i paesaggi dell’alto adige l’accoglienza per me non è stata delle migliori, ho visitato Corvara, brunico, bolzano dobbiaco e s. candido.

    In quest’ultimo (dove ho potuto notare che i cimiteri sono in piena città e che le persone si affacciano alla finestra e lo hanno sotto) ho notato scarsità di offerte.

    Tipo dato che erano i primi di dicembre alcuni locali erano chiusi, compresa la piscina, mezzi pubblici nemmeno a parlarne… insomma in 4 giorni sono riuscita a spostarmi poco e niente, e si credono super eccellenti, parlano quasi esclusivamente tedesco.

    Cortina dista poco più di 30 Km be’ non sono riuscita da andare.
    C’era il pulmann ma arrivava quando i negozi erano chiusi e tronava quando erano ancor achiusi, i treni lo stesso…insomma due palle!

    Quando l’ultimo giorno sono andata in una specie di emporio a prendere dei ricordini la proprietaria mi fa” domani tornate a roma dove non funziona nulla!”

    Risposta” questo lo credevo anche io signora, finchè non sono stata qui, io vivo in una città in prov. E per raggiungere la città vicino che sta’ a 30 km abbiamo treni e pulman ogni 15 min dalle 5 del mattino fino a mezzanotte”

    E’ rimasta zitta ovviamente. Un’altra cosa che ho notato, ero andata con un’amica moglie di un colonnello che ha vissuto x anni lì, eravamo in strada lei ha riconosciuto la postina e l’ha chiamata x salutarla, lei dopo anni che non si vedevano ha salutato di lontano e ha detto “ciao ho fretta”

    Ha telefonato ad una sua amica e questa le ha detto che stava poco bene, non si è sognata nemmeno di invitarla o fissargli un appuntamento x incontrarsi.

    Siamo state in un albergo, in quel periodo chiuso, di una sua amica stessa freddezza.

    Ho pensato che la mia amica stesse sui coglioni a questa gente, anche se lo trovo strano lei è una persona disponibilissima

  2. Pingback: Una settimana in vacanza ad Ortisei; non sarò breve… | Paoblog

  3. prip
    28 settembre 2014

    vedere le foto del cimitero di Santa Cristina mi fa venire una stretta al cuore…. soprattutto nella seconda, è ben visibile la tomba della povera Simona Senoner

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