Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Smentita la “favola” di Coldiretti: il pomodoro cinese non arriva sugli scaffali dei supermercati

Le notizie inesatte, che siano bufale oppure Disinformazione allo stato puro, fanno solo danni. Particolarmente odioso però è quando vengono diffuse ad arte dagli addetti ai lavori. La tutela del prodotto di qualità la si fa con i fatti, sul campo, non scrivendo lucciole per lanterne.

* * *

un articolo di Valeria Nardi che leggo su Il Fatto Alimentare con un’interessante intervista a Antonio Ferraioli, (presidente dell’Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali )

Una delle bufale più ricorrenti che gira in rete e su molti giornali accreditati riguarda il concentrato di pomodoro importato dalla Cina, che verrebbe imbottigliato in conserve vendute poi come prodotto made in Italy con tanto di bandiera italiana. Uno dei soggetti che ha aiutato a creare e a mantenere in vita la favola del pomodoro cinese è Coldiretti, riuscendo a confondere le idee ai cittadini e non solo a loro.

Le conserve e i sughi di pomodoro venduti nei supermercati sono tutti prodotti con materia prima  italiana e lavorati in aziende localizzate sul territorio?

I pelati, la polpa, la passata e i pomodorini in scatola che mangiamo tutti i giorni, e che i consumatori trovano sugli scaffali, sono italiani, di ottima qualità e ottenuti da “pomodoro fresco”.

Questo viene interamente prodotto in Italia, nel bacino del Nord (province di Piacenza e Parma) e in quello del Centro Sud (principalmente nella provincia di Foggia), e trasformato, a distanza di poche ore dalla raccolta, nel periodo che va da luglio a settembre. Le aziende di lavorazione si concentrano principalmente in Campania ed Emilia-Romagna.

Come avviene la produzione e cosa c’è scritto sulle etichette?

I pomodori pelati, i pomodorini e la polpa – per i quali è necessario lavorare la materia prima a distanza di poche ore dalla raccolta –  possono essere prodotti solo da pomodoro fresco. La passata potrebbe generare qualche dubbio, ma anche in questo caso è obbligatorio per legge (D.M. 17/02/2006) indicare l’origine della materia prima utilizzata, precisando la Regione o lo Stato in cui è avvenuta la coltivazione del pomodoro e, in ogni caso, può essere prodotta solo da pomodoro fresco (Decreto 23 Settembre 2005) .

In rete circola la bufala del “triplo concentrato” importato dalla Cina e venduto in Italia, magari mescolato con produzioni nazionali. Esiste davvero? Che ruolo ha nel mercato delle conserve?

Questo aspetto merita una maggiore attenzione. Come premessa è necessario sottolineare che, nel mercato interno, il consumo di concentrato di pomodoro è pari all’1,6% del mercato dei derivati del pomodoro (dati IRI). L’Italia importa concentrato di pomodoro (semilavorato) da altri paesi.

Nel 2012 la quantità di prodotto cinese si è ridotta di quasi 2/3 rispetto al 2011, con una tendenza a diminuire ulteriormente nei prossimi anni a causa di una serie di fattori legati alla crescita esponenziale degli impianti produttivi e della conoscenza delle aziende cinesi.

In ogni caso le importazioni, sia dalla Cina che dagli altri paesi, avvengono nella piena legalità. La merce che arriva in Italia è sottoposta a controlli qualitativi e quantitativi effettuati dalle Autorità Doganali, che possono essere documentali, fisici e analitici. A questi vanno aggiunti le verifiche realizzate dalle aziende presso i propri stabilimenti.

Non c’è alcuna possibilità di trarre in inganno il consumatore, in quanto non si possono ottenere da un semilavorato, quale il concentrato di pomodoro, prodotti con caratteristiche completamente diverse come, per esempio, il pelato o la polpa. Ci vorrebbe un vero e proprio miracolo per riportare alla forma iniziale il pomodoro una volta che è stato trasformato in concentrato! Sarebbe come trasformare il vino in uva!

Il concentrato di pomodoro è una commodity e arriva nel nostro paese attraverso un regime doganale favorevole definito TPA (traffico di perfezionamento attivo) o “temporanea importazione”. La procedura prevede che una merce proveniente da un paese extracomunitario sia rilavorata, in Italia (o in un altro paese europeo), per poi essere esportata verso un paese terzo.

Quindi il concentrato cinese (al pari di quello californiano o di altri paesi extra UE) viene rilavorato in Italia e riesportato interamente verso mercati extracomunitari, prevalentemente nord e ovest dell’Africa e Medio Oriente.

La quantità di merce che entra in Italia è la stessa che esce (temporanea importazione per identità) e tutto il percorso viene documentato e sottoposto a controlli da parte della Guardia di Finanza, delle Dogane e delle autorità sanitarie. Questo vuol dire che in Italia non resta il concentrato, ma il valore aggiunto derivante dalla rilavorazione.

L’alternativa, all’eliminazione delle importazioni in TPA, sarebbe la fuoriuscita delle aziende italiane da questi mercati a vantaggio dei paesi concorrenti, in primo luogo la Cina stessa, con la conseguente perdita dell’occupazione (sia diretta che quella dell’indotto, scatolifici, imballaggi in genere, trasporti, attività portuale ecc.) e di risorse economiche che questa produzione di nicchia riesce a dare per la destagionalizzazione (cosa che peraltro sta già avvenendo, visto il calo delle importazioni).

Le conserve di pomodoro italiane in che percentuale sono esportate?

Più del 60% delle produzioni è destinato all’esportazione sia verso l’Europa (Germania, Francia, Regno Unito) sia verso gli altri Paesi (USA, Giappone, Australia).

La bandierina dell’Italia spesso presente sulle confezioni, sta a significare che la produzione è effettuata nel nostro paese o anche che i pomodori sono italiani?

Il pomodoro che arriva sugli scaffali dei nostri supermercati è tutto italiano, il tricolore che talvolta è presente sulle confezioni si rende necessario proprio perché c’è cattiva informazione e la presenza del simbolo dell’Italia rassicura il consumatore, anche se, per le ragioni espresse, non ce ne sarebbe bisogno.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: