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Argento nei tessuti: efficace con microbi e odori?

leggo su Altroconsumo

L’argento è conosciuto fin dall’antichità per le sue proprietà antibatteriche e, oggi, diversi prodotti tessili contengono fibre trattate con questo metallo prezioso e vantano, per questo, il potere di tenere lontani microbi, funghi e cattivi odori.

Sarà vero o si tratta solo di una scusa per rendere efficace la pubblicità? Abbiamo portato in laboratorio 19 prodotti tra magliette, calze, panni per la polvere, solette, guanti e biancheria intima.

Leggi i risultati completi del test nel nostro speciale.

Abbiamo analizzato tre campioni di ciascun prodotto (elencati nell’ultimo paragrafo) per verificare se l’argento fosse effettivamente presente e in quale quantità, abbiamo poi inoculato sulle fibre tre tipi di organismi e, infine, dopo aver sottoposto i campioni a tre lavaggi standard, abbiamo nuovamente misurato il contenuto in argento, per verificare se ci fossero state perdite sensibili del metallo.

Il responso, in generale, è impietoso: due tessuti su tre non possono vantare un’azione antimicrobica e, spesso, inoltre, perdono prematuramente argento – e quindi efficacia – dopo pochi lavaggi.

Esistono dei semplici metodi, naturali ed economici, per evitare cattivi odori su indumenti sportivi, scarpe, ripostigli e armadi. Intanto, prima buona regola, è migliorare la ventilazione tra le pareti domestiche: l’azione dei microrganismi responsabili dei brutti odori, infatti, si sviluppa soprattutto in ambienti umidi e poveri di ossigeno.

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Questa voce è stata pubblicata il 7 gennaio 2014 da in Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico, Salute & Benessere con tag , , , , , , .
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