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Il latte crudo peggiora le condizioni di salute di chi lo consuma senza bollirlo?

in sintesi un articolo di Eleonora Viganò che leggo su Il Fatto Alimentare

Latte crudo o latte trattato termicamente? Gli schieramenti a favore dell’uno e dell’altro portano le loro motivazioni, ma chi ha ragione?

Una delle possibili risposte al dilemma arriva dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. Il laboratorio di Analisi del rischio ha sviluppato un metodo statistico-matematico per valutare i rischi e i benefici collegati al consumo di latte crudo vaccino.

L’analisi è stata condotta considerando due gruppi di consumatori: il primo che beve solo latte sottoposto a un trattamento termico, compresa la bollitura, il secondo che assume latte crudo vaccino senza  bollirlo. Si è quindi fatto un confronto tra i due possibili scenari analizzando rischi e benefici.

L’unico beneficio correlato all’assunzione di latte crudo è stato identificato attraverso l’analisi degli studi precedenti a disposizione dei ricercatori. Si trattava in realtà della riduzione di un effetto negativo sulla salute e non tanto di un effetto favorevole: nei più di 14.000 bambini presi in esame che avevano consumato latte crudo dai 5 ai 13 anni diminuivano le diagnosi di asma allergica.

I ricercatori, in accordo con il metodo di studio che analizza il rapporto rischi/benefici, hanno quindi circoscritto il loro lavoro di indagine a questa finestra chiedendosi “cosa succederebbe in termini di guadagno netto per la salute se invece di consumare latte vaccino trattato termicamente, la popolazione di 100.000 nuovi nati assumesse solamente latte vaccino crudo nel periodo di vita compreso tra 1 e 13 anni di età?”

 Lo step Il passo successivo è stato quello di identificare i rischi suddivisi tra chimici e microbiologici: i primi sono stati esclusi per la mancanza di evidenze scientifiche che dimostrassero differenze tra latte crudo e latte trattato termicamente e consistevano nella ricerca di contaminanti come diossina, PCB diossina simile e aflatossina M1.

Tra i rischi microbiologici invece è stata valutata la presenza di Salmonella spp, Campylobacter spp., E.coli O157 VTEC. Si è visto che la bilancia pendeva fortemente dalla parte dei rischi, con un notevole impatto negativo sulla qualità di vita dei soggetti.

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Non sono state fatte indagini in altre fasce di età, proprio perché non erano noti, al momento dello studio, benefici oltre i 13 anni.

Dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie arrivano tuttavia parole di cautela: i risultati ottenuti dipendono da studi precedenti che alimentano il modello. Nuove evidenze scientifiche, studi o scoperte potrebbero in futuro portare a scenari differenti.

L’Istituto Zooprofilattico delle Venezie ha realizzato un gioco per educare al corretto consumo di latte crudo e per rendere consapevoli i cittadini dei rischi associati.

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