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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Contro ogni evidenza

di Gianni Simonivenduto

Tea – Pagg. 218 – € 12,00 > lo vendo ad € 5,00  + spese spedizione

Contro ogni evidenza - € 5,00

Trama: Milano. Una mattina, in un affollato ufficio postale del centro, entrano due uomini armati di pistola e a volto coperto: doveva essere una banale rapina, ma ci scappa il morto. Il commissariato competente, quello di piazza San Sepolcro, chiama la Omicidi, che manda il suo elemento migliore, il commissario Andrea Lucchesi.

Ma a questi è sufficiente porre qualche domanda ai testimoni per fiutare odore di marcio: quella della rapina, secondo lui, è stata solo una copertura, per nascondere un vero e proprio assassinio. Così, contro ogni evidenza, decide di intraprendere un’indagine per omicidio premeditato.

Un’indagine ostacolata però dai colleghi, desiderosi di chiudere in fretta il caso, dai testimoni, che in troppi hanno motivo di mentire, e dallo stesso Lucchesi che, col suo carattere impossibile e il suo pericoloso attaccamento all’alcol, ancora una volta riesce a finire in pasto alla Disciplinare. Sarà la bravissima ispettrice Lucia Anticoli a portare avanti l’indagine in sua vece, e a salvarlo da se stesso…

Letto da: Paolo

Opinione personale: Ho letto tutti i libri di Gianni Simoni, sia quelli (preferiti) con il Comm. Miceli & l’ex Giudice Petri, sia questi con l’Ispettore Lucchesi (ora commissario) e da sempre trovo gli stessi momenti piacevoli, collegati alle indagini poliziesche, comuni ad entrambi i personaggi ed alla piacevolezza dei personaggi nel caso di Miceli & Petri.

Quando si parla di Lucchesi, invece, ogni volta mi stupisco della fastidiosa stronzaggine di questo personaggio, al punto tale che durante la lettura di questo romanzo ad un certo punto mi sono trovato a pensare “Speriamo che crepi stavolta“…. 😦

E’ un pensiero forte, ma Lucchesi è realmente irritante, con comportamenti autodistruttivi, ed al limite sarebbero fatti suoi, che però fanno male anche chi gli vuol bene (la figlia Alice, l’amore negato Lucia), e chi lo stima, come i sottoposti, sino al Questore che cerca di proteggerlo.

Come spesso capita nei libri di Simoni vi sono alcune situazioni inspiegabili, poco credibili, dove si creano le basi per il successivo malinteso, il colpo di scena, ma francamente l’episodio della vicina di casa (e delle sue scarpe) non sta in piedi.

Altro punto critico del personaggio è la sua ipocrisia; dopo l’infarto avuto a suo tempo è sempre in condizioni critiche di salute, che nega a se stesso ed agli altri, poi fuma 30 sigarette al giorno, si spara due doppi wishky a stomaco vuoto, solo perchè gli girano, poi un’altra bottiglia alla sera e quando finalmente un dolore al petto lo riporta al Pronto Soccorso ecco che si sente terrorizzato al’idea di morire, salvo poi insultare il medico che gli fa delle raccomandazioni. Una serie di contraddizioni che sulla lunga irritano…

Al netto delle critiche che, in questo caso sono per Lucchesi e non per Simoni, continuo ad acquistare e leggere i libri di questo autore al quale perdono (anche se non capisco) alcuni scivoloni.

Per quanto riguarda l’indagine in sè, ho capito da solo cosa c’era sotto alla rapina e dato che non sono certo il Poirot della situazione, vien da pensare che si è strano che Lucchesi si sia trovato a vincere lo scetticismo di tutti nel voler portare le indagini su un percorso che, allo stato dei fatti, era ovvio o, perlomeno, plausibile. Visto che Simoni è stato un magistrato e conosce l’ambiente, vien da sperare che i suoi colleghi in attività abbiano una visione più ampia del collega che aveva preso in mano l’indagine. 😉

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Questa voce è stata pubblicata il 18 aprile 2014 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , , .
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