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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

“Perchè dobbiamo restare soli contro il dolore e la violenza della fine?”

“Si strinsero la mano e si voltarono le spalle per sempre. E’ semplicemente terribile. E’ terribilmente semplice. Perchè dobbiamo restare soli contro il dolore e la violenza della fine?

…o come ho sognato spesso, per quando sarà. … la musica nelle orecchie… lei passa allora alla farfalla della flebo, la gira, la gira, io la guardo e sorrido e va tutto bene, le dee della fine sono arrivate e hanno volti meravigliosi. Perchè non dovrebbe essere così?”

(Liberamente tratto dall’articolo di Gabriele Romagnoli che è stato caricato nei file del gruppo FB: Paoblog & i suoi Bloggers)

Per approfondire, un articolo che ho letto su Lettera43: Eutanasia in Svizzera, come funziona la dolce morte

Aggiornamento del 19.01.2017

Leggo in questo articolo ed estrapolo un paragrafo:
 
«Il 13 giugno 2014 sono diventato cieco e tetraplegico a causa di un incidente in macchina. Non ho perso subito la speranza però. In questi anni ho provato a curarmi, anche sperimentando nuove terapie. Purtroppo senza risultati.
Da allora mi sento in gabbia. Non sono depresso, ma non vedo più e non mi muovo più». Fabiano Antoniani deve essere assistito in tutto, ha difficoltà nel deglutire e non riesce a fare praticamente nulla. Di qui il desiderio di farla finita «senza soffrire»
Si appella direttamente a Mattarella: «Signor Presidente, sappiamo che non spetta a lei approvare le leggi. Le chiediamo però di intervenire affinché una decisione sia presa. Per lasciare ciascuno libero di scegliere fino alla fine».
 
Dopo di che ognuno si faccia i suoi ragionamenti, ma se questo è uno Stato laico come dice, dovrebbe permettere ai cittadini di morire, a prescindere dalle opinioni della Chiesa, tenendo presente che il diritto a morire con dignità, non è un obbligo.
Non lo vuoi fare, non lo fai. Punto.
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