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“Olivia”: il programma che fa parlare l’olio e risponde a tutte le domande dei consumatori

in sintesi un articolo di Valentina Murelli che leggo su Il Fatto Alimentare

Il nostro obiettivo è fare cultura sull’olio extra vergine d’oliva spiega la presidentessa dell’Associazione, Gabriella Stansfield, perché c’è un dato di fatto: l’olio extra vergine è uno dei simboli del made in Italy e proprio per questo è ampiamente usato per promuovere una certa idea di italianità. Allo stesso tempo, però, è un prodotto poco conosciuto.

Passa spesso il concetto che gli oli extra vergini siano tutti uguali, ma non è così: ci sono profonde differenze, che dipendono dalla varietà di olive utilizzate, dallo stato di maturazione al momento della raccolta, dal territorio di coltivazione.

Insomma, quando abbiamo conosciuto il lavoro di Intoote, ci è sembrato che un avatar dialogante potesse essere un ottimo strumento per promuovere l’informazione e così abbiamo deciso di unire le nostre forze.

Il risultato è Olivia, una simpatica oliva capace di rispondere a domande sull’olio formulate a voce. A questo link si può avare un assaggio delle sue abilità, anche se è chiaro che lo strumento è ancora in fase di sviluppo.

Grazie a Olivia, un software in grado di riconoscere il linguaggio e di rispondere “a tono”. Il funzionamento è analogo a quello di un QR code. Basta inquadrare con la fotocamera di uno smartphone o di un tablet  il simbolo a quadretti collocato sulla fascetta abbinata al collo della bottiglia per attivare il sistema e cominciare a dialogare.

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