Piove a Londra, e sembra un pomeriggio come tanti. Una donna, scrittrice e simpatizzante comunista, accompagna la zia e la cugina dal fotografo, e sulla strada si imbatte nei giornali che annunciano l’imminente morte di Josip Stalin.
Attorno a lei si muove la City con i suoi personaggi: un tassista apparentemente banale, un giornalaio, vari militanti comunisti che aspettano il lutto.
Ci sono voluti 55 anni, un premio Nobel e la morte di Doris Lessing per portare in Italia uno dei primi racconti della grande scrittrice inglese.
Il giorno che morì Stalin appartiene al suo periodo realista, colmo di satira sociale, ma è già un avviso di quel disincanto nei confronti dell’impegno politico che ne caratterizzerà le opere successive.
La grande occasione per conoscere meglio una delle figure più significative della letteratura del XX secolo.