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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il ciclista prima viene investito e poi cercano di accusarlo dell’incidente; se non fosse che…

A suo tempo ho raccontato della mia testimonianza resa al Giudice di Pace nella causa che quello che ha causato l’incidente che avevo avuto nel 2007 aveva intentato all’assicurazione che (ovviamente) non aveva rimborsato integralmente il danno.

Vedi te, hai saltato lo stop in velocità e vuoi avere ragione?

Comunque sia, raccontavo di come il personaggio, tramite i suoi avvocati, avesse completamente ribaltato la dinamica dell’incidente dando a me tutta la colpa.

Ora leggo una notizia di un ciclista che dopo essere stato investito è stato multato per la mancanza del campanello sulla bici.

La notizia di per sè può sembrare paradossale, tuttavia in caso di incidente vengono fatte delle verifiche ad entrambe le parti in causa e la multa ci può stare.

In realtà anch’io sono stato multato quando ho avuto l’incidente per omesso controllo del veicolo, in relazione alla velocità, cosa questa che ho contestato al vigile quando sono andato al Comando; mi aveva precisato che non era una multa per eccesso di velocità, che avrebbe portato ad una sanzione più elevata e perdita di punti, ma che in ogni caso avevo la possibilità di fare ricorso.

Francamente non ero d’accordo con la valutazione, tuttavia ho ritenuto che la questione di principio dovesse cedere il passo al buonsenso ovvero per una multa da una trentina di Euro era il caso di fare ricorso, perdendo tempo e denaro e facendolo perdere al Giudice? Secondo me, no.

Torniamo al ciclista…

Fossi stato io il giornalista avrei invece impostato l’articolo per far notare sia il conducente sia il passeggero hanno cercato di dare la colpa dell’incidente al ciclista che solo grazie ad una telecamera montata sul manubrio ha potuto mostrare la vera dinamica.

Screenshot 2014-09-26 15.09.08

E come giustamente ha osservato Il Principe Brutto (un lettore del Blog) al quale ho girato un’anteprima del post: La domanda sorge spontanea. Ma a quei due oltre al processo civile per danni, sarà fatto anche un processo penale per falsa testimonianza?

Ed anche in questo caso l’automobilista ha torto marcio e mi vien da dire che questa dinamica denuncia un abitudine consolidata, più che la distrazione (gravissima) del momento.

Distrazione sarebbe mettere la freccia e poi girare senza guardare, anche se in realtà dovresti ben accorgerti di un ciclista che hai appena superato. Ma qui la svolta è automatica, senza segnalare ed ovviamente senza guardare e questa per me è abitudine.

Clicca QUI per leggere l’articolo e guarda il video, ma tieni presente che al momento dell’impatto e della doppia frattura alla gamba le urla di dolore dello sfortunato ciclista,non sono piacevoli da sentire.

Visto che si parla di ciclisti ed incidenti, leggi anche: Il pedone scende dal marciapiede senza guardare e fa danni (alla ciclista)

8 commenti su “Il ciclista prima viene investito e poi cercano di accusarlo dell’incidente; se non fosse che…

  1. IlPrincipeBrutto
    26 settembre 2014

    Il video mi pare fornisca un altro motivo per dare ragione ai ciclisti che stanno in mezzo alla propria corsia.
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe.

  2. Poppea
    29 settembre 2014

    Secondo me l’automobilista dovrebbe beccare la denuncia per falsa testimonianza visto che ha mentito; la multa al ciclista per il campanello, se la legge la prevede, ci può anche stare…

  3. andrea
    29 settembre 2014

    – la posizione dell’automobilista è…indifendibile;
    – la corresponsabilità del ciclista è altrettanto evidente: velocità non adeguata (art. 141 comma 3 CdS);
    – considerato l’impianto frenante di cui dispone una bici, 42kmh in prossimità dell’incrocio sono troppi (la mancanza del campanello è…irrilevante)

    aggiungo che nell’ambito di un giudizio civile le parti in causa NON sono “testimoni” e quindi, se la dinamica viene ricostruita in modo…diverso da quanto dichiarato, NON commettono reato (soluzione…opposta per il passeggero dell’auto, ricorrendone i presupposti…)

    questo almeno in Italia (secondo il diritto…anglosassone, le regole sono diverse)

  4. andrea
    31 gennaio 2015

    – oggi ho evitato per puro caso di essere…investito da un ciclista, o più precisamente da un ciclo-amatore che procedeva intruppato lungo la gardesana orientale;
    – mentre affiancavo (a debita distanza laterale) la allegra comitiva, questo idiota all’improvviso ha “scartato” a sx e si è messo in…doppia fila;
    – per (mia) fortuna rispettavo scrupolosamente il limite dei 50 kmh e quindi ho potuto evitarlo;
    – fuori dai centri abitati è assolutamente vietato ai ciclisti procedere in doppia fila e confesso che, nella circostanza, ho dovuto reprimere con forza l’impulso di…lavare il parabrezza.

    Questo per affermare che, normalmente, i più indisciplinati sono proprio i…corridori che vorrebbero emulare Pantani

    • paoblog
      1 febbraio 2015

      fuori dai centri abitati è assolutamente vietato ai ciclisti procedere in doppia fila

      così come sarebbe obbligatorio usare luci e giubbetto oppure usare le ciclabili se presenti… e come tanti obblighi per pedoni, automobilisti e motociclisti. Tutti largamente disattesi, come ben sappiamo.

      E, come dico sempre, se non il rispetto del Codice, servirebbe il Buonsenso.

      Se scarti di colpo a sx su una strada come quella proprio non ci arrivi?

      Non capisci che metti in pericolo te per primo e coinvolgi un incolpevole automobilista?

      Per cui gli italioti sono solo incivili oppure proprio degli imbecilli?

  5. anemmuinbiciazena
    3 luglio 2015

    L’ha ribloggato su Anemmu in bici a Zena!.

  6. andrea
    6 luglio 2015

    Episodio di questo weekend, lungo la strada che dalla valle di Anterselva porta in Austria:

    – il tratto tra il lago di Anterselva (m. 1642 s.l.m.) al passo Stalle (m. 2056 s.l.m.) è a senso unico alternato, regolato da semafori;

    – ogni ora, dal minuto 00 al minuto 15, semaforo “verde” per chi scende dal passo verso il lato italiano, con “termine di grazia” fino al minuto 30 per completare il percorso fino al punto in cui la strada si allarga e torna a doppio senso di marcia;

    – dal minuto 31 al minuto 45, semaforo “verde” per chi, dall’Italia, sale verso l’Austria, con “termine di grazia” fino al minuto 59 per completare il percorso;

    – il tutto corredato da cartelli segnaletici molto chiari.

    E’ palese che, se un veicolo vuole fermarsi ad ammirare il panorama in una piazzola intermedia, o comunque non riesce a completare il percorso nel termine assegnato, deve riprendere la via nell’ora successiva.

    Ebbene, mentre automobilisti e motociclisti sono rispettosi delle regole, un certo numero di ciclisti “sale” contromano (anche nel tratto in galleria, completamente buio) ovvero “scende” contromano nel periodo in cui ciò è vietato, con grave rischio per tutti.

    • paoblog
      6 luglio 2015

      purtroppo non mi stupisco, anche se questa tua giusta precisazione mi fa sorridere (amaro): E’ palese che, se un veicolo vuole fermarsi ad ammirare il panorama in una piazzola intermedia, o comunque non riesce a completare il percorso nel termine assegnato, deve riprendere la via nell’ora successiva.

      Stavo pensando, mentre leggevo, che io da automobilista (ed ex-motociclista) non ho remore a “denunciare” i comportamenti di altri automobilisti e/o motociclisti e faccio la stessa cosa da pedone…

      sembra invece che per i ciclisti sia impossibile (salvo alcuni casi, ma sono rari) fare un meaculpa di categoria ed ammettere l’esistenza diffusa di comportamenti come questi che, mi ripeto, sono pericolosi in primis per loro ed in seconda battuta per chi li incrocia.

I commenti sono chiusi.

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