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L’agricoltura urbana che riempie il “vuoto” delle città

in sintesi un articolo che leggo su Rinnovabili.it

L’agricoltura urbana è ormai diventata una pratica diffusa e consolidata tanto da portare all’interno delle città veri e proprio orti urbani a disposizione dei cittadini.

Partendo da questo presupposto l’architetto Antonio Scarponi ha elaborato la Harvesting Station, una piccola struttura in legno pensata per trasformare l’agricoltura urbana in un mezzo per migliorare la qualità delle città e la vita dei cittadini.

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Il concetto è estremamente semplice e sfrutta una struttura modulare in legno di soli 4 mq per contenere un particolate green wall in grado di ospitare la coltivazione di ben 200 piante differenti.

Strutturata come una piccola serra, la Harvesting Station oltre a protegge le piante dall’inquinamento atmosferico è stata pensata per essere inserita negli spazi residuali delle città, quelle aree inutilizzate collocate ad esempio tra un palazzo e l’altro o corrispondenti ad aree verdi pubbliche non attrezzate.

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Un commento su “L’agricoltura urbana che riempie il “vuoto” delle città

  1. Poppea
    26 gennaio 2015

    Con tutto lo smog, (da noi anche il fumo delle centrali) sai che ortaggi buoni 😉

I commenti sono chiusi.

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