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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Il sonno della cicala

di Roberta Gallego

Tea – Pagg. 280 – € 14,00 (lo vendo ad € 6,00 + spese spedizione)

Il sonno della cicala - € 6,00

Trama: Nelle acque del lago di Ardese viene ritrovato il corpo di Malachia Duprè, vecchio patriarca di un’aristocratica dinastia piemontese che ha costruito la sua fortuna sul Barolo.

Il caso finisce sulla scrivania del magistrato Alvise Guarnieri che, affiancato dal maresciallo Alfano, troverà non pochi ostacoli nel portare avanti l’indagine. Malachia Duprè, uomo povero di amici e ricco di nemici, ha accumulato tanto potere e denaro quanto risentimento e livore, diventando una presenza ingombrante e scomoda per famigliari e avversari.

La barriera innalzata dalla famiglia Duprè, gelosa del proprio potere, ormai logoro, e di un prestigio che ha perso da tempo la sua ragion d’essere, nasconde forse troppi segreti passati e presenti?

Che ruolo hanno avuto i quattro figli del vecchio Duprè – uomini deboli, cresciuti all’ombra del padre – e le loro mogli, donne belle e affascinanti, troppo innamorate del cognome dei loro consorti?

Sullo sfondo, i protagonisti e le comparse, i casi umani e giudiziari, le mille storie ora drammatiche ora buffe che si intrecciano ogni giorno nei corridoi della Procura di Ardese che, essendo imperfetta, è specchio quanto mai realistico e verosimile di un ufficio giudiziario.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Questo giallo per quel che mi riguarda, non vince e non convince. Si legge senza problemi, ma non mi ha entusiasmato.

Per quanto riguarda l’indagine in sè, trovo che gli investigatori si siano mossi bene, ma lo schema dell’omicidio l’ho capito subito, anche se per gli esecutori ho dovuto attendere la fine del libro, arrivandoci per esclusione.

Ho trovato invece poco plausibile “chi, come e perchè” … il movente in linea di massima ci sta, ma da qui all’essere convincente, ce ne passa.

Avrei gradito dei personaggi con dei nomi più comuni e facili da ricordare, ma tant’è…

Mi ha dato da pensare, invece, il fatto che l’autrice sia un magistrato ed il ritratto della magistratura che ne esce è disarmante, con il magistrato che fa tutto il possibile per non fare il suo lavoro, con escamotage ridicoli, quello il cui unico scopo è sedurre ogni donna che gli capita a tiro e l’impiegata che perde gli atti, dimentica le autorizzazioni alle intercettazioni, mandando in fumo le indagini.

Mi resta difficile pensare che un magistrato restituisca al lettore, ovvero al Cittadino, uno simile sfacelo tanto per fare; ed allora se questo è il ritratto, al limite un pò enfatizzato, della magistratura nel suo complesso, non ci si meraviglia di nulla.

Diventa accettabile allora il fatto che una sentenza ci metta 4 mesi ad essere depositata ed altri 7 per diventare esecutiva … e tanti saluti all’azienda che sta aspettando i suoi soldi.

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