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Un libro: La grande estate. Sylvia Plath a New York, 1953

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Il 31 maggio 1953, a soli vent’anni, Sylvia Plath arriva a New York con una borsa di studio per un soggiorno di un mese come redattore inviato dalla rivista Mademoiselle , che aveva pubblicato il suo racconto «Domenica dai Minton».

Per la giovane collegiale del New England sono ventisei giorni di sogno, in cui soggiornerà al Barbizon Hotel, assisterà ai balletti di Blanchine, a una partita allo Yankee Stadium e ballerà al West Side Tennis Club.

Giorni in cui la città le apre le sue infinite possibilità e la giovane Sylvia, tra le altre cose, mangia una ciotola intera di caviale, pedina Dylan Thomas, e scopre il suo drink preferito (vodka liscia)…

Basandosi su interviste approfondite con le persone che la conobbero e la frequentarono in quel breve, intensissimo mese, Elizabeth Winder racconta come quel periodo influì profondamente sulla Plath, sulla sua visione del mondo, e come si delineò il suo profilo di donna e scrittrice.

Intensa e illuminante, questa biografia ci mostra l’autrice di La campana di vetro (l’unico suo romanzo che racconta, trasfigurata, proprio quella memorabile estate) come la ragazza che era prima di diventare un’icona.

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Questa voce è stata pubblicata il 24 marzo 2015 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , , , , , .
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