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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Mi hanno regalato un sogno. La scherma, lo spritz e le paralimpiadi

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Chi è Bebe Vio, la giovanissima tedofora italiana alle Paralimpiadi di Londra 2012? E cos’avrà provato mentre correva con la fiaccola?

Ha solo 18 anni, e a differenza di Valentina Vezzali, sua amica e mito, tira seduta su una carrozzina, con l’arma attaccata direttamente al moncherino.

Sì, perché da quando aveva 11 anni Bebe non ha più gambe e braccia. Gliele hanno amputate a causa di una meningite che l’ha costretta in ospedale per più di 100 giorni.

Da lì, come racconta nella sua autobiografia, è iniziato il suo secondo tempo, condito da tre passioni: la scherma, la scuola, gli scout. In ordine di apparizione, come dice lei.

Mi hanno regalato un sogno, dice Bebe, che ogni giorno spera di diventare più forte e si impegna per convincere tanti ragazzi amputati a uscire di casa e capire che «la vita è una figata».

E che lo sport può aiutare chiunque a stare meglio e a diventare una persona più felice.

Prefazione di Jovanotti e introduzione di Luca Pancalli.

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