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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Se chiedi alla banca “i tuoi” soldi e loro “cadono dalle nuvole”…

Autore: Pietro Vanessi unavignettadipv.it

Autore: Pietro Vanessi
unavignettadipv.it

il sottotitolo di questo post è: Il servizio clienti di BNL è inefficiente, a dir poco… e va da sè che si aggiudicano il Premio U.C.C.S.

Parecchi anni fa in azienda è stato sottoscritto un Piano di accumulo in modo da creare una certa disponibilità in caso di necessità.

Un paio d’anni fa è stato necessario disinvestire una parte delle quote e tutto si è risolto in fretta, dopo aver chiesto le modalità via mail al servizio clienti.

In queste ultime settimane c’era la necessità di disinvestire una parte dei 20.000 € disponibili e, per scrupolo, ho inviato nuovamente la richiesta via mail per sapere come si doveva agire.

Questa volta la risposta è stata disarmante: per motivi di Privacy non forniamo informazioni personalizzate attraverso una richiesta a mezzo email.

Va bene la tutela della privacy, però puoi effettuare una verifica chiedendomi ad esempio l’invio del mio documento d’identità, al fine di verificare che io sia chi dico di essere, anche se, nel momento in cui ti invio una richiesta dettagliata, con tutti i riferimenti, mi vien da dire che forse potresti rispondere, ma non voglio cavillare.

Leggo poi che: al fine di dare seguito alla Sua richiesta di chiarimenti, potrà recarsi direttamente presso la Sua agenzia BNL di riferimento, diversamente dovrà inoltrarci una richiesta scritta, debitamente firmata…

Non avendo una filiale di riferimento, dato che il PAC è stato sottoscritto direttamente presso la nostra sede, senza essere appoggiati ad una filiale BNL, va da sè che invio un fax al Servizio Clienti; peccato che, passati alcuni giorni, nessuno risponda, per cui invio una nuova mail e la risposta non è soddisfacente: …se ha già inviato la richiesta, la stessa sarà evasa appena possibile.

Insomma, avete in mano i miei soldi, ho la necessità di recuperarne una parte e le risposte non ci sono e quelle che arrivano restano nel vago.

Non ci siamo, per cui chiamo il numero verde che mi era stato comunicato.

Dopo aver specificato subito che chiamavo da un’azienda e che non ho una filiale di riferimento, vengo messo in attesa per sentirmi dire, dopo alcuni minuti, di andare alla mia filiale.

E cribbio… faccio notare nuovamente che non ho una filiale cui rivolgermi, altra attesa, ed infine l’operatrice mi dice: ma se lei è un’azienda, ha sbagliato numero.

Cribbio 2 ovvero l’ho detto subito che ero un’azienda e, tanto per dire, questo numero verde me l’aveva dato il Servizio clienti via mail.

Vabbè. chiamo un altro numero verde, recito nuovamente il tutto ad un altro operatore che, credeteci o meno, mi dice di andare alla mia filiale di riferimento.

Ma li assumono apposta così oppure gli fanno un corso di formazione? 😦

Rispiego il tutto e dopo una serie di mah, non so, che dire.… arriva il super consiglio che testimonia l’efficienza del Servizio Clienti di BNL: le dò il numero del centralino della sede di Roma, provi a chiamare là, che forse qualcuno le saprà rispondere…

Provi? Forse?

Allora via mail non si risolve, via fax neppure, e meno che mai con il Numero verde.

Scelgo la filiale più vicina all’azienda e provo ad andare di personapovero illuso 😀

Arrivo all’agenzia e resto alcuni minuti impalato davanti alla porta girevole che non funziona; dopo aver premuto più volte il campanello, qualcuno si accorge di me e mi apre.

Alla prima persona che vedo chiedo a chi mi posso rivolgere e questa signora, che scoprirò poi essere la direttrice, mi dice di seguirla in ufficio.

Ora, dal mio punto di vista se un cliente entra nel tuo ufficio, dovresti avere una certa cortesia ed invitarlo a sedersi.

Non lo fa ed io me ne resto tranquillo in piedi davanti alla scrivania, esponendole i fatti.

Strano ma vero, non mi cade dalle nuvole?

Ricomincia il ritornello circa la mia filiale di competenza che, dannazione, le ho già detto da subito che non ce l’ho, ed allora traffica nel PC senza trovare il Fondo di cui parlo.

Prima di proseguire tenete conto che le ho dato in mano il riepilogo di gennaio 2015, nel quale è citato il Fondo ed il saldo, di circa 20.000 €.

Andiamo avanti.

Mi chiede i dati, nome, cognome, data di nascita, ecc… trova l’anagrafica, ma se ne esce con un preoccupante: a me non risulta nessun saldo attivo a suo nome.

Bene, benissimo.

Le faccio notare che il Fondo esiste, dato che ogni mese si prendono i soldi, e che i soldi ovviamente ci sono dato che ha in mano il riepilogo che mi hanno mandato loro.

A questo punto le dico che intendo disinvestire l’intero ammontare e chiudere il Fondo.

Siamo onesti, come fai ad affidare i tuoi soldi a gente così approssimata e disinformata?

Cerca fra i vari moduli, ma non trova nulla, perchè ora i fondi sono gestiti direttamente dalle filiali, un Fondo di questo tipo non sa come gestirlo…

Sono sempre in piedi davanti a lei e, sarò sincero, dietro alla mia calma apparente mi sto irritando non poco.

Desiste e chiama un numero interno cui chiedere lumi e finalmente si riesce ad ottenere una risposta che, alla fine dei giochi, conferma quasi interamente le modalità di due anni fa, anche se è necessario inviare la richiesta ad un fax diverso oppure per raccomandata.

Finito l’incontro, ringrazio e tendo la mano che lei stringe a malapena… ragazzi, gronda cortesia… e se questa è la Direttrice, figuriamoci gli altri.

Rientro ed invio subito il fax che, per non sbagliare, spedisco il giorno dopo come raccomandata.

Come direbbe il Testimone ora sarebbe il caso di aprire una parentesi, chiedendosi a che serve l’obbligo della Pec, se poi devi sempre recarti in posta a fare raccomandate, ma sembra essere l’ennesima battaglia persa del Sistema Italia, come raccontato nel post Ed anche Shell vince il Premio U.C.C.S.

Ma della Pec parlerò ancora…

Dopo alcuni giorni, al fine di avere una conferma di presa in carico della richiesta inviata via fax e, contestualmente sapere per quando è previsto il bonifico, invio un fax al Servizio clienti con la specifica richiesta di un riscontro alla richiesta inviata via fax/raccomandata al quale, ovviamente vien da dire, non segue nessuna risposta.

Il giorno successivo invio una Pec con toni piuttosto seccati ed il giorno dopo mi reco all’agenzia della mia banca per chiedere a loro come comportarsi.

Si stupiscono dell’atteggiamento di BNL, ma fino ad un certo punto in quanto mi dicono di aver avuto altri clienti che hanno cozzato contro un muro in occasioni simili e, pur senza darmi garanzie in tal senso, mi dicono che chiederanno in sede se c’è modo di sbloccare il tutto con una richiesta da parte loro.

Neanche a farlo apposta, rientro in ufficio e finalmente trovo una risposta alla Pec, di fatto la prima risposta scritta in 15 giorni con la quale mi comunicano che il bonifico sarà effettuato per il 12 giugno, cosa che è avvenuta.

Inutile dire che non c’è una parola di scusa per il ritardo nella risposta e/o per l’inefficienza dimostrata.

Vabbè…

Pur senza scomodare la pubblicità della mia banca, con lo slogan La mia banca è differente, resta il fatto che BNL ha gestito in maniera pessima l’intera pratica.

E finalmente al 15 giugno (valuta al 12) sono arrivati i soldi.

 

 

 

 

 

 

 

 

3 commenti su “Se chiedi alla banca “i tuoi” soldi e loro “cadono dalle nuvole”…

  1. IlPrincipeBrutto
    23 giugno 2015

    >> A questo punto le dico che intendo disinvestire l’intero ammontare e chiudere il Fondo.
    .
    Direi che hai fatto bene, anche se dubito che la direttrice della filiale abbia realizzato il nesso tra la tua decisione e la sua performance.
    .
    Ora che hai della liquidita’ in eccesso, se vuoi potrei consigliarti delle ottime opzioni sullo spread tra NIKKEI e Dow Jones, una roba sicurissima che rende un botto di soldi.
    .
    🙂
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe.

    • paoblog
      23 giugno 2015

      in realtà con i chiari di luna con cui si convive, la liquidità non è in eccesso ma ancora carente…

      tuttavia pensavo di investire su azioni di aziende greche … oppure in qualche fondo di MPS …

  2. andrea
    24 giugno 2015

    ti dirò, il podere di Laerte, a sud di Itaca, non mi dispiacerebbe, a condizione di ottenere graranzie di extra-territorialità;
    – perchè se poi il tapiro o varoufacchiss me lo espropriano, no grazie!

I commenti sono chiusi.

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