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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Certe volte uno non sa più cosa dire, di fronte a certe richieste…

sorpresaMi immagino il commento che arriverà dall’amica Poppea e che forse non sarà pubblicabile 😉 , ma questa la devo raccontare…

Chi mi legge abitualmente ben conosce la crisi aziendale in corso, con annessi e connessi, ma in ogni caso per approfondire è sufficiente cliccare qui ed andare a ritroso fra i vari post, per farsi un’idea della situazione.

Visto che neanche la riduzione dell’orario è stata sufficiente per aggirare il problema e non essendo possibile pagare i dipendenti perchè girino i pollici*, in maggio è stato necessario licenziarne uno.

(* non è colpa loro se non c’è lavoro, ma è altresì vero che se non incasso a sufficienza, non posso pagare gli stipendi per sport)

Oggi XY è passato a ritirare la busta paga relativa agli ultimi giorni lavorati in giugno, con la liquidazione delle ore di ferie accumulate e di 2 mensilità extra che gli abbiamo offerto quale incentivo. A fine mese incasserà il Tfr.

Dopo aver ritirato il listino e scambiato due parole è uscito, salvo poi ritornare sui suoi passi per chiedere se era possibile pagargli il premio di produzione* e che è stato sospeso nel 2012 per ovvie ragioni.

* erogato su base volontaria dall’azienda e non per obblighi contrattuali.

Dunque ti licenzio perchè non c’è lavoro, perchè non fatturo e quindi non incasso e non posso più pagarti lo stipendio e, un mese dopo essere stato licenziato, mi chiedi il pagamento del premio di produzione?

Detto per inciso, è evidente che essere licenziato, tanto più in piena crisi economica è una bella mazzata, ma è altresì vero che il dipendente per primo, ben conoscendo la situazione, aveva chiesto a suo tempo chiarimenti sulla disoccupazione, conscio del fatto che l’azienda non poteva andare avanti così e che essendo lui l’ultimo arrivato…

Ed infatti il licenziamento è arrivato, ma abbinato a due mensilità extra quale incentivo; poco cosa, forse, ma abbinate alle ore di ferie accumulate e non godute, al TFR e ai contributi annessi, ha portato ad un esborso economico non indifferente, ma tant’è, speriamo che serva sulla distanza a raddrizzare le cose.

 

 

Un commento su “Certe volte uno non sa più cosa dire, di fronte a certe richieste…

  1. Poppea
    16 luglio 2015

    Non ho capito se c’è o ce fa’ ma sicuramente non ha la faccia come il culo bensì come il buco del culo.

    Da noi hanno instituito le performance, ossia il capo deve fare una valutazione sull’attività produttiva, come è giusto che sia perché non ci può stare che ci sia chi se ne sta a pancia all’aria tutto il giorno e chi non ha tempo nemmeno per un caffè.

    Immagino ora i sindacalisti

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