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C’è la tassa sui condizionatori, “l’ho letto su internet”. Appunto…

unavignettadipv.it

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Tempo fa, in occasione dell’ennesima ripresa della bufala sull’illegalità del canone Rai, avevo chiesto a mio padre chi lo avesse detto e lui aveva citato quale fonte un quotidiano letto sul web.

Continuo a ripetergli che la maggior parte dei quotidiani, oltre che ad abboccare a bufale vere e proprie, spacciandole poi per notizie, soffrono pure di una notevole perdita di qualità ovvero di attendibilità e spesso si trasformano in organi di Disinformazione.

In ogni caso è da alcuni anni che l’espressione “l’ho letto su internet” ha sostituito il classico “l’ho sentito in televisione”, come se il fatto stesso di sentire/leggere la notizia sul web/tv garantisca l’esattezza della stessa.

Anche ieri mio padre è sbottato dicendo: Renzi ha messo la tassa sui condizionatori, frase simile a quella che mi hanno detto altri durante la giornata, ed anche in questo caso mi ha detto: l’ho letto su internet.

Un rapido giro del web ha confermato che una volta di più la traccia dell’articolo era identica quasi per tutti (ah, il Copia & Incolla) con l’unica variazione dell’importo da pagare che varia dai 300 ai 500 €.

Peccato che nessuno si sia degnato di dire che non si tratta di una tassa, ma di un costo da sostenere a seguito del recepimento di una direttiva UE, della quale tra l’altro si era già parlato nel 2014, come specifica DDay.it:

La notizia, riportata sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico nel 2014, (quindi non certo in questi giorni) era nota da tempo a tutti gli installatori.

Nel panorama di notizie inesatte se non false che creano la Disinformazione che non serve a nessuno e di cui scrivevo all’inizio, oggi ho letto finalmente un articolo del Corriere che rimette le cose a posto:

La tassa sui condizionatori non c’è: adempimenti per i grandi impianti. Panico in Rete per alcune notizie riguardanti una presunta imposta sull’aria condizionata.

Quello che trovo persino più irritante del diffuso Copia & Incolla, è il fatto che alcune associazioni di consumatori, si siano accodate alla Disinformazione.

Sembra quasi che se il problema non c’è, siano loro a crearlo, come a giustificare la loro esistenza, ma non serve, noi consumatori siamo quotidianamente alle prese con problematiche da risolvere, non serve inventarne di nuove.

Leggi: Il consumatore, in concreto, è veramente tutelato? Direi di no…

Nello specifico, al netto di tutte le sterili polemiche, resta  il fatto che questo obbligo di libretto e revisione ogni 4 anni, non è per il condizionatore familiare, ma per impianti potenza nominale minima di 12 Kwatt  ovvero impianti con almeno 5 unità di raffreddamento.

Infine c’è da tenere presente il fine della direttiva, come spiega sempre Dday.it:

Quello che cerca di fare l’Unione Europea è stabilire che un impianto di condizionamento sia adeguato alla cubatura di un edificio e soprattutto che non ci siano condizionatori che perdono gas ritenuti nocivi all’ambiente.

Una caldaia può essere pericolosa anche per una piccola famiglia (ecco perché l’ispezione tocca a tutti), ma un condizionatore può essere pericoloso per l’ambiente e nel caso di sistemi grandi, è opportuno verificare che sia a posto.

Vero che dell’Ambiente molti se ne fregano, ma vero anche che l’aria inquinata la respiriamo tutti, per cui un pò di controllo non fa male a nessuno.

Il vero problema è che rischiremo, al solito, la solita speculazione (e scorrettezza) da parte di alcuni operatori del settore che chiederanno costi esagerati, facendo magari del terrorismo psicologico, basato naturalmente su una cattiva informazione.

E proprio per questa ragione non ci serve la Disinformazione … perchè anche in questo caso il consumatore informato FA la differenza.