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Se il pedone passa con il rosso e viene investito, ha torto (e ci mancherebbe il contrario…)

Come sempre mi aggancio alle parole di Michele Serra che nel suo caso si rifanno al divieto di sosta, ma che calzano a pennello anche in questo caso dove il pedone attrraversa con il rosso, di corsa, con asfalto bagnato e traffico intenso e poi, una volta investito, fa causa all’automobilista.

Manca del tutto, nella pur ampia gamma delle reazioni, la sola che parrebbe congrua: la cognizione, cioè, che se un veicolo viene multato per divieto di sosta, in genere questo accade perchè il veicolo è in divieto di sosta. Esiste, cioè, un rapporto di causa ed effetto tra un’infrazione ed una punizione. “

 

edicola

Il Tribunale di Genova, con sentenza 645/2015, si occupa di una questione delicatissima: l’investimento di un pedone.

Infatti, da una parte c’è l’utente forte, in auto, che magari ha rispettato il codice della strada; e dall’altra l’utente debole, il pedone, che ha infranto la legge. È quindi difficile trovare una soluzione equilibrata, che tenga conto di tutti i fattori.

Per i giudici liguri, il pedone che è stato investito sulle strisce è responsabile quando si rende protagonista di un grave comportamento di imprudenza, noncurante dei divieti di attraversamento.

Se il pedone ha attraversato col semaforo rosso, come il caso in esame, è responsabile del sinistro.

Non solo. Il pedone ha attraversato col rosso e di corsa. Ha posto in essere un comportamento colposo che può costituire causa esclusiva del suo investimento da parte di un veicolo.

approfondisci qui: Pedone investito col rosso: ha torto

4 commenti su “Se il pedone passa con il rosso e viene investito, ha torto (e ci mancherebbe il contrario…)

  1. IlPrincipeBrutto
    4 settembre 2015

    Particolare importante: nell’articolo si legge che “Ovviamente, il conducente del mezzo che lo ha investito dovrà dimostrare che la comparsa improvvisa del pedone sulla propria traiettoria ha reso impossibile evitare l’impatto.”.
    .
    In mancanza di prove solide, dare una dimostrazione del genere puo’ essere difficile, e magari alla fine si gioca sull’abilita’ dialettica del proprio avvocato, o sulla capacita’ del giudice di interpretare la situazione.
    .
    Dove voglio arrivare: mettete una dash cam in auto; probabilmente non vi servira’ mai, ma il giorno che vi serve, fara’ una differenza enorme.
    .
    sicuri si diventa, Ride Paranoid 🙂

  2. £@
    16 settembre 2015

    E ci mancherebbe che l’automobilista avesse colpa (anche parziale) se il pedone passa con il rosso e di corsa, seppur sulle striscie.

    Anche se mi ricordo due episodi “strani”.

    Il primo si era concluso che dato che il tipo di zebre dipinte sulla strada fosse quello per gli attraversamenti senza semaforo, l’automobilista avrebbe comunque fermarsi anche se c’era il semaforo ( ma esistono ancora queste differenze? )

    Poi un altro caso, a Milano una donna con 2 figli ha attraversato dove vietato e sono stati uccisi da un auto.. ma il conducente è stato pure indagato ( http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/10/21/news/milano_indagato_per_omicidio_colposo_il_giovane_che_ha_investito_madre_e_figli-69069332/ )

    • paoblog
      17 settembre 2015

      Eppure, nonostante tutto, se leggi l’articolo integralmente scopri che “il conducente del mezzo che lo ha investito dovrà dimostrare che la comparsa improvvisa del pedone sulla propria traiettoria ha reso impossibile evitare l’impatto” cosa questa che obiettivamente è possibile solo se hai montato una “dash cam” come ribadisce (a ragione) da sempre Il Principe Brutto.

      In altri articoli puoi leggere che il pedone ha la precedenza anche se attraversa al di fuori degli attraversamenti pedonali; vero che non si può dare all’automobilista l’autorizzazione ad investire un pedone pirla, ma è altresì vero che così facendo crei l’anarchia sulle strade, piuttosto che l’ordine che serve per far coesistere utenti diversi fra loro.

      Per l’ultimo caso citato, in realtà il conducente è stato condannato, in quanto transitava a 110 kmh in un tratto con limite a 50 kmh. Su queste basi, ha torto “anche” lui, ma resta il fatto che al di là dei divieti, sarebbe necessario abbinare il buonsenso e vien da dire che la donna (incinta) morta insieme all’altro bambino, ha commesso ben più che un’imprudenza.

      Che purtroppo ha pagato carissima. Ma al di là del dolore, resta il fatto che era un incidente evitabile. Sarebbe stato sufficiente attraversare dove permesso, perchè in ogni caso se la donna fosse sbucata sulla strada e fosse stata centrata a 50 kmh. probabilmente sarebbe morta in ogni caso.

      Infine, se ben ricordo la dinamica, l’automobilista andava ad oltre il doppio della velocità consentita*, di sera, in una giornata di pioggia (per cui minor visibilità e frenata più lunga) e se ha centrato in pieno la donna sbucata dal guard rail, significa che al pari di tanti “teneva la sinistra” ovvero se fosse stato sulla prima corsia avrebbe avuto la possibilità di evitarla.

      Questa tragedia somma in un sol colpo tutte le libertà che si prendono automobilisti e pedoni.

      Ti rimando poi al post in merito alla tragedia, scritto da caprino, ed alla mia nota integrativa dove le foto mostrano l’assurdità dei comportamenti, ripetuti dai pedoni, da mamme con figli, il giorno dopo la tragedia > https://paoblog.net/2013/10/21/4ruote-sicurezza-31/

      * Ci sarebbe da agiungere che un limite di 50 kmh su un tratto di strada a più corsie, con spartitraffico, ecc… è poco credibile. Ma questo è un altro discorso.

  3. £@
    17 settembre 2015

    E sà qul’è stato il comportamtno dell’amministrazione comunale dopo l’incidente della donna incinta?

    Mettere delle protezione per impedire fisicamente di atraversare? no!
    Mettere un autovelox e mantenere il limite (che pure lei ha riconosciuto come sbagliato) di 50kmh.

    ma vabbè

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