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Il postino non trova la casa, ma neanche la cerca…

18758848-fumetto-di-postino-o-mailmanIn questi giorni in televisione si vedono degli spot ben confezionati delle Poste italiane, ma forse piuttosto che investire in pubblicità televisiva, dovrebbero far si di essere in gradoi di assolvere a quello che dovrebbe essere la loro attività principale ovvero consegnare la posta.

Negli ultimi mesi devo spedire spesso per posta i libri usati che vendo e quasi tutte le spedizioni sono andate a buon fine, tranne una destinata in provincia di Varese.

Ho spedito il libro a metà luglio e dopo circa 3 settimane mi ha scritto l’acquirente per informarmi che il libro non era arrivato o, meglio, era arrivato ma il postino in sostituzione di quello in ferie non lo aveva consegnato perchè “non aveva trovato la casa”.

E quella di indirizzi sconosciuti, ma solo ai postini, è storia vecchia, come quella dei postini in sostituzione oppure dei postini assunti a tempo, è un problema che ha causato notevoli problemi anche nel mio comune, con l’aggiunta di un ufficio postale che non assolve al meglio il suo compito, tanto è vero che utilizzo l’indirizzo dell’ufficio come recapito postale, al fine di limitare i danni.

Leggi: Le Poste fanno schifo ed il conto chi lo paga?

Nel mio caso, a fine agosto il libro mi è stato riconsegnato e, anche se non ero obbligato, ho provveduto a spedirlo nuovamente a mie spese; fortuna vuole che spedire come piego di libri costa poco e soprattutto sono stato fortunato che aveva ripreso servizio il postino abituale che, sapendo che l’azienda è chiusa, lo ha trattenuto all’ufficio postale in attesa che rientrassi al lavoro.

Postino che nel complesso funziona meglio di altri, anche se ha delle abitudini che mal si conciliano con un lavoro realmente efficiente.

Leggi: Se il postino ha il doppio lavoro…

Però se invece di un libro fosse stata una bolletta del gas a non essere recapitata? Oppure dei documenti importanti?

Ed infatti come raccontavo in un altro post, tempo fa è successo che le Poste affidassero la consegna della corrispondenza a giovani che venivano assunti con contratti a tempo e che avevano un’alta rotazione, impedendo loro di conoscere il territorio, dettaglio di minore importanza in una città, ma le cose cambiano in un comune molto esteso, con numerose frazioni oppure, come nel nostro caso, di una strada senza uscita di campagna, con poche abitazioni.

A prescindere da ciò Poste italiane ha l’incarico di consegnare la Posta e questo deve fare, senza se e senza ma; che pensino a vendere meno modellini negli uffici postali e lavorino meglio sul territorio.

E’ stato molto fastidioso vedersi identificare come moroso quando in reltà la bolletta non l’avevo ricevuta e, trattandosi di quella dell’acqua, con importi molto bassi, non avevo notato il mancato arrivo.

Leggi: Se la lettera sparisce o la bolletta ritarda, difendersi è possibile

Non dimentico poi il pessimo lavoro che svolge SDA (controllata da Poste Italiane)che lo scorso anno è riuscita a consegnare scatole danneggiate 3 volte su 4.

Leggi: Poste: più qualità e trasparenza. Sarebbe anche ora…

Alcuni giorni fa ho letto un interessante articolo su Lettera43, intitolato: Non sperate nel postino, ormai non suona più del quale copio alcuni passaggi significativi:

…ho scoperto che noi vittime dei postini non siamo, come credevo, poche decine e tutti localizzati nel centro di Milano a causa di uno-due singoli fannulloni, bensì parecchie migliaia e sparsi sul territorio.

Mi ha aperto gli occhi l’articolo di una collega, sul Corriere della Sera di un paio di giorni fa: “Il postino non suona neppure una volta”, dal quale ho scoperto che anche lei, con qualche migliaio di altri disgraziati, deve riservare una quota non marginale del suo tempo lavorativo … al reclamo di raccomandate e documenti che il postino di zona, benchè pagato per farlo, non consegna a casa, limitandosi a lasciare nella casella la segnalazione di non aver trovato in casa il signor X…

Io, ormai da un paio di anni, e cioè da quando è stato mandato in pensione il vecchio postino ed è stato inserito «personale giovane», non becco più una raccomandata manco a farle la posta, e scusate il bisticcio di parole.

Successivamente l’autrice dell’articolo ha inserito un commento in risposta di un lettore che difendeva il lavoro malfatto del postino:

se il personale viene tagliato nell’ordine dell’1.5% annuo, non è una questione di vecchi postini che lavoravano bene pensionati a favore di giovani dalla dubbia etica lavorativa, ma di UN giovane assunto ogni due pensionati.

E nessuna etica lavorativa potrà mai convincere un giovane a fare il doppio del lavoro di chi l’ha preceduto gratis. Se un essere umano deve fare lo stesso lavoro di due, da qualche parte deve tagliare, per forza.

Da parte mia aggiungo che le colpe le getto innanzitutto sull’azienda che incassa soldi dagli utenti ed in cambio offre un servizio carente per colpa, dopo di che ci sono anche le colpe di un tot di dipendenti delle Poste che non svolgono il lavoro per il quale sono pagati, perchè un conto è non fare in tempo a consegnare tutta la posta nei tempi prescritti, altro è dire che il destinatario è sconosciuto o assente.

Scrive infatti Fabiana Giacomotti:

A prescindere dal fatto che una dichiarazione di irreperibilità del destinatario di un documento del tutto inventata è un falso in atto pubblico, dunque penalmente perseguibile, e al netto delle scuse che le gentilissime dipendenti delle Poste centrali ripetono come un mantra a tutti (da loro ho saputo delll’insoddisfazione dei nuovi postini, ovviamente, e di altre nefandezze che, non avendone controprova, non ho citato), non vedo per quale motivo migliaia di cittadini debbano pagare (salato, la tariffa è stata appena ritoccata) per un servizio che non solo non viene loro erogato, ma al quale devono aggiungere ore di tempo perso (cioè di tempo non lavorato, dunque di danno per sé e per la comunità), e spese aggiuntive (mezzi pubblici, benzina, parcheggio,….).

Le Poste, impegnate in un maquillage a fini borsistici, dovrebbero pensarci molto seriamente.

 

 

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