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Incidente mortale in bicicletta e genitori sul lastrico per non aver “educato” il figlio

pensieri paroleUna madre e un padre condannati a pagare 300.000 € per non aver educato il proprio figlio.

Questa vicenda la dedico a quei ciclisti che non rispettano regole e norme e quando lo fai notare arriva quello che afferma cose del tipo “ma in un incidente il ciclista non può fare troppi danni”.

Certo, se va contro un’auto (a torto o ragione) sarà lui ad avere la peggio, ma se fa cadere un altro ciclista, se investe un pedone, se sbuca dall’angolo del marciapiede e centra un passeggino?

Gli incidenti capiteranno sempre, ci sono troppe variabili, ma se rispetti le norme molti incidenti saranno evitabili.

(il discorso ovviamente è applicabile a tutti gli utenti della strada, a prescindere dal numero delle ruote ed includo anche i pedoni)

Questa sentenza mi lascia perplesso; al netto della drammaticità dell’evento, resta il fatto che si è trattato di un incidente stradale.

Non discuto il risarcimento alla famiglia della vittima, ma sembra che ci sia un accanimento del giudice; leggo infatti che nel 2012, la sentenza di appello ribadì la culpa in educando e il risarcimento venne elevato di altri 73.000 €.

Su queste basi se un neo-patentato causa un incidente mortale potremo rivalerci sull’istruttore di scuola guida perchè non gli ha insegnato a guidare bene? E l’esaminatore all’esame? Responsabile pure lui?

Ma soprattutto, se i genitori di un bambino che causa un incidente (mortale) in bicicletta sono responsabili di non aver educato il figlio, basandosi sul fatto che la Giustizia è uguale per tutti, mi aspetto eguale severità nei confronti di quei genitori con figli minorenni che volontariamente stuprano, rapinano, uccidono…

legge-uguale

Ad esempio, sulle basi della sentenza in oggetto, ritengo che saranno guai per i genitori di questi minorenni:

Un uomo di 49 anni si trova ricoverato in gravissime condizioni  dopo essere stato aggredito a pugni in pieno volto da un ragazzo di 15 anni…

Otto accusati per lo stupro a Torino – Sono minorenni, tre hanno meno di 14 anni. Le violenze duravano da quattro mesi.

Tentata rapina a mano armata ai danni di un esercizio commerciale della periferia di Napoli a opera di tre 17enni, subito dopo identificati e arrestati dai Carabinieri…

Gli Ispettori della Polizia Municipale di Catania hanno proceduto all’arresto di quattro ragazzi – tutti minorenni, dai 15 ai 17 anni – che, poco prima avevano commesso una rapina..

edicola

In sintesi:  Claudio e Angela Pedrazzoli, genitori milanesi, sono stati ritenuti colpevoli dalla Corte di Cassazione della cosiddetta culpa in educando. Ovvero, non avrebbero impartito al loro figlio Daniel, che oggi ha 26 anni, «un’educazione adeguata a prevenirne comportamenti illeciti»

Era l’estate del 2002. Daniel frequentava l’oratorio feriale della parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice di via della Ferrera, a Milano.

Il 26 giugno, don Giovanni Fumagalli, responsabile dell’oratorio, decise di portare quindici ragazzi a fare una gita in bicicletta sulla pista ciclabile del Naviglio Grande.

Verso le 15 a Robecco sul Naviglio, la comitiva incrociò una pensionata che procedeva in bicicletta in senso opposto. La sua bici e quella di Daniel si urtarono.

A causa dell’urto, la donna cadde nel canale, perché in quel punto la ciclabile è (tuttora) priva di protezioni. Ripescata dai soccorritori, era ormai in coma irreversibile e spirò dopo un anno e mezzo di agonia.

Leggi l’articolo: Genitori sul lastrico per non aver «educato» il figlio – Corriere.it

11 commenti su “Incidente mortale in bicicletta e genitori sul lastrico per non aver “educato” il figlio

  1. Bosch
    6 ottobre 2015

    Viviamo in un paese inquietante … se per sbaglio vai a finire a giudizio, sei rovinato…….

    mi pare che questi magistrati fanno piu’ danno dei politicanti…..

  2. Poppea
    6 ottobre 2015

    La legge NON è UGUALE PER TUTTI, questo è il problema con la differenza che un ciclista può causare un incidente senza premeditazione uno stupratore no

  3. Madamin
    6 ottobre 2015

    Penso che la cosa non sia stata volontaria e, nonostante il grave seguito, penso non ci sia stata negligenza o comportamento scellerato (“semplicemente” è successo quello che a volte può succedere; se non fosse caduta nel canale magari si sarebbe lussata una spalla).

    Ovviamente non è che poteva passare così senza conseguenze: come un automobilista viene multato e deve pagare – sperando che sia assicurato – i danni a cose o persone, anche chi va in bici o a piedi o in moto deve fare lo stesso.

    In questo caso però mi sembra assurdo parlare di non educazione perchè penso che chi percorre la pista ciclabile sia già “a posto”, è però successo comunque un incidente, come su strada.

    Non so, anch’io sono perplessa…..

  4. Ele di Siena
    6 ottobre 2015

    Assurdo… dov’è la prova che loro hanno fornito una educazione sbagliata???

    Il figlio, benchè minorenne, ha una testa pensante e potrebbe aver disubbidito a quelli che erano gli insegnamenti dei genitori…

    Non a caso la disubbidienza è prettamente un fenomeno dei figli, per lo più minori…!!!

  5. Ram
    7 ottobre 2015

    Anche oggi se apro link,mi si aprono altre finestre strane! Quindi do un mio parere su quello che ho sentito in tv.

    Non ho capito bene perché la colpa è del bambino nel momento in cui si sono toccati, forse perché la signora è cascata nel fiume e lui no?

    Intanto è stato un incidente quindi non è che se gli incidenti accadono è perché uno è più o meno educato! Dipende dagli incidenti!

    Non avendo capito bene la dinamica e cioè se il bambino stava facendo cose strane in bici, io penso che ci siano in giro veri delinquenti che non pagano in nessuna maniera!

    Poi il bambino era sotto la responsabilità del prete che se avesse visto il bambino fare manovre strane con la bici avrebbe dovuto riprenderlo! Se poi è stata la signora magari anziana a perdere equilibrio?

    Ripeto, non so se il bambino ha fatto cadere volutamente la signora sennò dovrebbe essere incidente colposo quindi non so se di solito si paga per incidenti colposi…boh?

    Sicuramente noi genitori dobbiamo fare in modo che i figli crescano nel rispetto delle persone e delle cose, ma purtroppo è vero che il mestiere dei genitori è difficile! Io nel mio piccolo vedo che per quanto sgridi Alessio, ci sono cose che lui se decide di farle le fa anche se poi finirà in castigo!

    Sarà il carattere o forse sbaglio metodo, ma puoi leggere i libri che vuoi su come crescere i figli, ma ci sono troppe dinamiche che ti portano ad avere comportamenti diversi da quelli consigliati!

    Quindi non avendo tutti gli elementi per giudicare il fatto, per quanto mi riguarda se non è stato un incidente provocato apposta non è colpa dei genitori!

    Casomai di chi aveva il bambino in custodia!

    • Paoblog
      7 ottobre 2015

      la ciclopedonale la conosco, in quanto ci andiamo a fare le passeggiate, per cui è una sola carreggiata, per capirci, nella quale devono coesistere pedoni e cicliti, nei due sensi di marcia, e spesso ci sono incivili in entrambe le categorie … detto questo la comitiva era di 15 ragazzini in bici e da quanto ho letto il ragazzino ha fatto un sorpasso, urtando la signora che non essendoci nessuna protezione è caduta nel Naviglio… ma non è stato certamente un atto volontario del tipo “adesso la faccio cadere”…

      ci sarebbe da aggiungere quello che ha detto ieri Ele di Siena ovvero: “dov’è la prova che loro hanno fornito una educazione sbagliata? Il figlio, benchè minorenne, ha una testa pensante e potrebbe aver disubbidito a quelli che erano gli insegnamenti dei genitori…Non a caso la disubbidienza è prettamente un fenomeno dei figli, per lo più minori…!!!”

      • Ram
        7 ottobre 2015

        È quello che intendevo con l’esempio di Alessio, a 3 anni e mezzo hanno già e comunque la loro testa e poi sono delle spugne e imitano cose e persone magari in un momento in cui non c’è il genitore che li segue perché sono a scuola o dai nonni e non tutti abbiamo la stessa visione delle cose, nel senso che alcune cose per me sono vietate, ad es.scrivere sui muri (di casa), altri genitori li lasciano fare perché poi imbiancano!

  6. £@
    7 ottobre 2015

    Nooo. fammi capire, in un incidente involontario tra due biciclette una dei due conducenti muore e la colpa ricade sui genitori dell’atrio conducente (minorenne) perchè non lo avrebbero educato bene?

    Evvai, un altro esempio di Mal-giustizia che però non porterà nessu aiuto o altro di positivo alla Repubblica delle Banane italiana (RdBI).

    😦

    • paoblog
      7 ottobre 2015

      hai capito benissimo da solo… 😦

    • Paoblog
      7 ottobre 2015

      resta la domanda di fondo: se per un incidente non volontario i genitori sono responsabili di mancata educazione, come la mettiamo con i genitori di bulli, rapinatori e stupratori?

      Senza dimenticare tutti quei genitori che “coprono” i figli e/o che se ne escono con affermazioni del tipo “mio figlio è un bravo ragazzo”, detta mentre la polizia trova scatole di cellulari rubati sotto al letto …

      che poi, passatemi la provocazione, vuol dire che la mamma neanche fa le pulizie, quindi è colpevole pure di scarsa igiene…

  7. Francesco
    8 ottobre 2015

    Secondo me è stata impostata male la sentenza, cioè le motivazioni alla basa della sentenza non sono corrette.

    Si tratta, infatti, di un incidente causato da un comportamento negligente: ma questo, a mio parere, non è imputabile (se non in minima e vaga parte)
    a un discorso di educazione, poiché anche se educato bene quel bambino avrebbe potuto lo stesso provocare un incidente per un comportamento
    in quel momento scorretto, comune qualunque altro automobilista.

    Oltretutto da un bambino non ci si può sempre aspettare comportamenti maturi, non essendo ancora maturo: non per nulla ci sono i tutori dei bambini, chi ovvero in quel momento ne è responsabile.

    Piuttosto sarebbe stato giusto perseguire (non so in che misura, non conosco le leggi in materia) chi in quel momento era tutore di quel bambino, ovvero responsabile dei suoi comportamenti, a maggior ragione perché il bambino stava facendo qualcosa su suo suggerimento: il parroco che portava in gita quel guappo di ciclisti bambini.

I commenti sono chiusi.

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