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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Il mito della dieta

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Dottori, dietologi e ciarlatani reclamizzano ciascuno la propria dieta miracolosa, salvo che nessuna di queste ricette si fonda su dati clinici scientificamente attendibili. Ma proprio nessuna.

Per capire come funziona l’apporto nutrizionale nella nostra specie, a quanto pare, manca qualche ingrediente fondamentale; ma se diamo credito alla ricerca scientifica, almeno una cosa è certa: il 60-70% del nostro peso è dovuto alla nostra costituzione genetica, e quindi non ci possiamo fare granché.

Resta però quel non indifferente 30-40%, sul quale invece possiamo intervenire. Ma come? Mangeremo solo verdura cruda? Solo proteine?

Digiuneremo un giorno su tre? Eviteremo del tutto gli zuccheri?, i grassi?, o ci rimpinzeremo di beveroni, industriali o certificati «bio»?

La risposta è altrove e si chiama «microbioma», ovvero quella complessa, variabile e ancora poco conosciuta flora batterica che vive nel nostro intestino e di cui non potremmo fare a meno.

Il problema è che i microbi non li scrivono sull’etichetta, sono impopolari, benché i batteri che compongono la nostra flora intestinale si siano rivelati ben più importanti di quanto si pensasse un tempo.

Lungi dall’essere indesiderati «inquilini» del nostro intestino, i batteri vengono ora visti come una componente fondamentale del nostro benessere, fin dai primi minuti della nostra vita, tanto che in molti si spingono a dire che noi, più che esseri umani, siamo a tutti gli effetti delle colonie, composte di moltissime specie diverse. E questa biodiversità ci fa bene.

Proprio l’equilibrio tra le diverse specie che compongono il nostro corpo è la risposta più efficace al nostro peso forma e al nostro benessere, dati alla mano.

Bisogna dunque imparare (anche da questo libro) cosa a loro piace mangiare e cosa li uccide; ad esempio evitare gli antibiotici, se non sono proprio necessari, usare un po’ meno il colluttorio (che uccide quelli «buoni» e lascia liberi di proliferare i «cattivi») e non indulgere troppo in prodotti alimentari industriali.

Non stupirà gli italiani, forse, ma è scientificamente dimostrato che anche una sana dieta mediterranea, purché variata, non guasti affatto.

 

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