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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Vetro

di Giuseppe Furnovenduto

Longanesi – Pagg. 773- € 9,90

4122775

Trama: Venezia, 1569. Mentre la Serenissima Repubblica si sta preparando a un sanguinoso conflitto con l’Impero Ottomano e l’Inquisizione brucia migliaia di libri, l’esplosione dell’Arsenale illumina la notte, ed è violentissima.

Intere contrade vengono rase al suolo, lasciando morti e feriti. Tra i soccorritori c’è Andrea Loredan, secondogenito del Doge e avvocato de’ Prigioni, che si destreggia in uno scenario di devastazione e sofferenza destinato a cambiargli la vita.

Nel frattempo, un vecchio nuota fra le fiamme che ardono sulla superficie della laguna: ha una missione da compiere in nome di chi ha amato. Riesce a salvarsi, solo per essere subito arrestato dalle milizie veneziane.

Dice di essere un mercante turco di tappeti, ma lui e un ragazzo di nome Gabriele vengono gettati nelle Serenissime prigioni. Le accuse sono di inusitata gravità e la bellissima madre di Gabriele implora Andrea di assumere la difesa del figlio.

Per difendere i due imputati, il giovane Loredan si trova invischiato in una serie di misteriose morti nel monastero della Celestia e incappa in un oscuro messaggio cifrato: la sua città, la città dei maestri vetrai, la città ella libera stampa e della cultura, rischia di cambiare per sempre volto.

In un rocambolesco intrigo, che lo conduce fino a Lepanto, nel cuore del conflitto che vede ontrapposte le armate navali della Croce della Mezzaluna, l’avventura di Andrea diventa un’appassionata, epica e travolgente battaglia in nome della libertà.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Poco prima che uscisse questo romanzo, ne Il Libraio avevo trovato un inserto con il primo capitolo che mi aveva conquistato immediatamente; poi ho aspettato un paio d’anni prima di acquistare il libro, per ovviare al prezzo iniziale che giudicavo troppo alto ed ora purtroppo eccomi qua a scrivere un’opinione negativa.

Il libro di per sè non è che sia brutto, ma la lettura è stata lunga e spesso faticosa in quanto c’era troppa carne al fuoco, storie che si intersecavano l’una con l’altra, con personaggi doppiogiochisti sicuramente plausibili, tanto più visto l’ambiente ed il periodo storico, tuttavia la storia non mi ha catturato, fatto salvo i primi capitoli con l’espolosione dell’Arsenale ed in parte quelli della battaglia navale.

I capitoli collegati alla decifratura del messaggio misterioso li ho letti in velocità, saltando alcuni pezzi, così come ho fatto quando alcuni personaggi sono stati torturati con una descrizione delle torture, sulla quale secondo me si è insistito troppo e che difatti ha destabilizzato la Signora K.

Il finale, non so, mi sembra che sia scaduto un pò come nei film d’azione Usa dove si sposta un pò più in là la fine della vicenda, sfruttando colpi di scena e situazioni che perdono di credibilità.

E’ capitato di scrivere di libri giudicandoli così malfatti da sconsigliarne la lettura, ma in questo caso non me la sento, perchè così come è vero che è stata una lettura faticosa è altresì vero che trattasi di opinione personale, per cui è tutto relativo.

Comunque sia, ho letto spesso romanzi ambientati in questo periodo storico ed ho apprezzato particolarmente un paio di romanzi di Patrizia Debicke Van der Noot: L’oro dei Medici e L’uomo dagli occhi glauchi

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 18 dicembre 2015 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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