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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Senti un botto, esci dall’ufficio e steso sull’asfalto…

pensieri paroleIn origine questo non doveva essere un post, ma una semplice condivisione con alcuni amici, se non fosse che come spesso capita, è arrivato un commento argomentato e propositivo con contenuti che ritengo utili per tutti.

Senti un botto, esci dall’ufficio e steso sull’asfalto uno scooterista; è il solito incrocio dove anch’io anni fa avevo avuto un incidente in moto, con la stessa dinamica ovvero l’auto che non dà la precedenza a destra.

La differenza in questo caso è data dal punto d’impatto; io avevo centrato l’auto a metà per cui mi ero spalmato sul vetro laterale, colpendo il finestrino con la testa (ed il casco); questo è stato più sfortunato ed ha picchiato sul cofano anteriore, per cui è partito oltre la macchina atterrando sull’asfalto.

Fermo restando che l’automobilista ha torto, tanto più considerando che abita in zona e dovrebbe conoscere la pericolosità di questo incrocio, ci sarebbe comunque da parlare su quell’incrocio, con le auto parcheggiate sino al limite, visibilità zero e quant’altro ovvero chi deve dare la precedenza deve fermarsi, ma è altresì vero che se si facesse una politica seria di sicurezza stradale, per prima cosa si farebbe in modo da lasciare la massima visibilità agli incroci.

Ma se i vigili multassero questi automobilisti, come farebbero poi a giustificare le auto parcheggiate a filo incrocio nelle strisce blu?

Il Codice della strada, all’articolo 158 Comma 1, dice che la sosta è vietata nei centri abitati in corrispondenza delle intersezioni ed a meno di 5 metri dalle stesse.

Ma se paghi la sosta, allora tutto è permesso, non intralci la visibilità, e via dicendo…

A prescindere dalla strisce blu, resta l’indisciplina degli automobilisti e torna d’attualità una vecchia domanda: Come si esce in sicurezza da questo incrocio?

DCIM100MEDIA

Mi ha poi scritto Il Principe Brutto, un lettore affezionato del Blog:

Tralascio le ovvie considerazioni sulla prevenzione degli incidenti, o meglio la mancanza di, e vengo subito al dunque:

Nel giugno scorso ho fatto un corso di due giorni di perfezionamento di guida per la moto.

Durante le sessioni in classe, è stata fatta una domanda molto simile alla tua; quando sono alla guida di un’auto, come devo uscire da una immissione laterale in modo da minimizzare il rischio di far del male ad un collega a due ruote?

I suggerimenti dell’istruttore sono stati per la maggior parte molto logici e già noti; ma in più, hanno aggiunto un consiglio che non avevo mai sentito, e che cercherò di introdurre nella mia guida. – minore è la visibilità, minore la velocità con cui ti puoi proporre all’incrocio – maggiore la lunghezza del cofano, maggiore il tempo che devi prendere per impegnare l’incrocio.

Letteralmente, devi entrare una spanna alla volta, e ad ogni spanna dare una pausa, in modo che chi arriva possa vederti, spostarsi e magari suonare il clacson (è un’altra conseguenza del discorso visibilità). – le prime spanne che entrano nell’incrocio sono le più delicate, perchè sono quelle dentro le quali vanno a schiantarsi ciclisti e ciclomotori, che spesso si tengono troppo sulla destra.

Quindi, all’inizio devi entrare ancora più piano (è ancora una conseguenza del discorso visibilità) – qui arriva il consiglio inedito: giù i finestrini e orecchie aperte.

Con i finestrini abbassati, è più facile SENTIRE se sta arrivando qualcuno, specie se ha un motore. Anzi, se ha un motore, lo senti prima di vederlo.

Certo se hai la radio a palla, o stai parlando al telefono, abbassare il finestrino cambia di poco la situazione.

Nota: In riferimento all’incidente, direi che a te è andata peggio. Picchiare nella fiancata di un’auto vuol dire fermarsi di schianto (letteralmente).

Se voli sopra il cofano, hai più chance di rotolare/scivolare e in generale di fermarti in più tempo, quindi subendo una decelerazione meno dannosa. Si tratta comunque di una scelta tra il marcio e la muffa.

I consigli di base che ha scritto IPB sono quelli che già applico, dopo di che quella del finestrino è una buona idea anche se forse poco gestibile* (in inverno) quando in pratica ogni incrocio (in certe zone) ha la visibilità compromessa.

(* Tranne che per i fumatori che girano con il finestrino abbassato per disperdere il fumo e poter poi gettare il mozzicone in strada.)

C’è da dire che grazie al motore spento (ah, la silenziosità dell’ibrida 😉 ) quando sono fermo effettivamente riesco a percepire meglio l’arrivo di un’auto.

In ore serali o di bassa visibilità aggiungerei il consiglio di usare le fiancate delle auto parcheggiate, le vetrine ed il manto stradlae, se umido, per cogliere il riflesso dei fari delle auto che arrivano

Proprio facendo riferimento al cofano che avanza lentamente, sarebbe il caso di mettersi anche nei panni dell’altro automobilista ovvero di quello che deve uscire in sicurezza …

Quando arrivo a certi incroci, dove vedo l’auto in doppia fila o parcheggiata male, che ostruisce la visibilità a quello che mi deve dare la precedenza, adotto varie precauzioni, a partire dal ridurre la velocità (tenendo sempre presente il rischio tamponamento da parte di quello dietro di me che “non ci arriva”) poi il lampeggio ed in taluni casi il colpetto di clacson (se si chiama avvisatore acustico…)

Per quanto riguarda gli esiti dell’incidente entra in campo la velocità; conoscendo l’incrocio, pur avendo la precedenza avevo ridotto la velocità per cui, anche centrando l’auto in mezzo, avevo limitato i danni.

Lo scooterista di ieri, tenendo presente che non ci sono stati rumori di frenata, temo sia arrivato lanciato, al pari dell’automobilista, e di conseguenza il volo ha causato danni di una certa entità, tanto è vero che oltre all’ambulanza è poi arrivata anche l’auto medica.

2 commenti su “Senti un botto, esci dall’ufficio e steso sull’asfalto…

  1. Francesco
    14 gennaio 2016

    Triste realtà… la giusta soluzione per uscirne sarebbe l’educazione, ma in mancanza di questa occorrono normative più drastiche e metodi di applicazione e controllo altrettanto severi.

  2. Pingback: Ti vedo, anche se non ti vedo | Autostroppysti

I commenti sono chiusi.

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